Sms truffa sul cellulare, 64enne perde 9 mila euro: denunciati un 20enne ed una 38enne

L'uomo, di Mareno di Piave, è stato aggirato da un salentino ed una tunisina che si sono finti dipendenti di banca per farsi accreditare un'ingente somma di denaro su carta ricaricabile

E' di ben 9 mila euro il raggiro che un 20enne salentino (residente a Susegana) ed una 38enne tunisina (residente a Napoli) hanno messo in atto per truffare un 64enne di Mareno di Piave. A scoprire l'identità dei due truffatori sono stati i carabinieri che, in alcune settimane di indagini, sono riusciti a risalire al duo di malviventi grazie ad un piccolo, ma fondamentale, errore da loro commesso.

I due infatti, dopo aver preso informazioni sulla vittima del raggiro e ottenuto il suo numero di telefono, hanno utilizzato una nuova tecnica "truffaldina". Il 20enne e la 38enne hanno difatti contattato telefonicamente il 64enne e si sono spacciati per dipendenti della sua banca che, premurosi per il conto corrente del proprio cliente, lo hanno avvisato che terzi avevano effettuato per suo conto bonifici verso l'estero, ad esempio in Inghilterra. I finti dipendenti hanno quindi convinto la vittima che, tramite alcuni codici inviati via sms, avrebbe potuto tornare ad operare in tranquillità stornando persino le somme già inviate verso l'estero. Peccato però che negli sms inviati dai due truffatori fosse ben evidenziato in grassetto un numero di conto Iban legato ad una carta ricaricabile di Banca N26 a cui si chiedeva di effettuare dei "finti" pagamenti per confermare le varie operazioni. Una truffa, teoricamente ben architettata, che ha inizialmente fatto guadagnare ai due malviventi ben 9 mila euro provenienti da più bonifici da parte del 64enne.

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La vittima, però, dopo qualche giorno ha percepito che qualcosa non andasse e, dopo aver contattato la sede del proprio istituto bancario, ha capito di essere stato truffato, denunciando quindi l'accaduto ai carabinieri. I militari si sono perciò subito messi sulle tracce dei truffatori, riuscendo poi a scoprire la loro identità risalendo al titolare della sim telefonica da cui era partita la prima chiamata al 64enne. Pur avendo difatti utilizzato la funzione "numero sconosciuto" sul cellulare, il duo non ha fortunatamente usufruito di nessuna app di "spoofing" (che permettono anche di modificare il numero di chiamata in uscita) e così, dopo alcuni giorni di indagini, entrambi sono stati denunciati per truffa in concorso.

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