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Cronaca Miane

Giovanni Lavina scomparve nel nulla a febbraio: il soccorso alpino continua a cercarlo

Nella giornata di sabato, a Miane, si è svolta un'esercitazione di soccorso nei luoghi della scomparsa dell'uomo. Nessuna novità però sul fronte del suo ritrovamento

MIANE Sabato mattina 35 persone hanno preso parte a un addestramento di ricerca, localizzato tra il Rifugio Posa Puner e Casera Salvedella, nel comune di Mel, non distante da Cordellon, dove il 6 febbraio venne ritrovata parcheggiata l'auto di Giovanni Lavina, 55 anni, di Tambre, uscito di casa il giorno precedente senza più dare notizie di sé. Le sue ricerche si sono protratte a lungo nei giorni successivi senza purtroppo riuscire a far luce sulla sua scomparsa. Sabato il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi ha deciso, di concerto con gli altri enti impegnati, di fissare appositamente in quei luoghi un'esercitazione, verificando nuove zone e stabilendo il campo base al Rifugio Posa Puner, presente il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino.

Nulla di nuovo è emerso dalla ricerca, partita alle 7 e conclusasi con il rientro delle squadre verso le 14.30. È stato ritrovato uno scarponcino non riconosciuto però dai familiari dell'uomo scomparso. Hanno preso parte all'addestramento le stazioni del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane, Belluno, Pedemontana del Grappa, Feltre, Alpago, con 2 unità cinofile, la Guardia di finanza di Cortina, con 2 unità cinofile, la Protezione civile con altre 2 unità cinofile, Corpo forestale dello Stato e carabinieri. La famiglia Lavina ha ringraziato di cuore quanti hanno partecipato alla ricerca del loro congiunto.

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