Animali domestici: più di un terzo dei trevigiani li porterebbe in vacanza con sé

Per il 38% dei trevisani l'animale domestico deve essere trattato come un membro della famiglia. E' solo uno dei risultati emersi nell'ultima indagine condotta dall'Osservatorio di Sara Assicurazioni

TREVISO Le vacanze sono alle porte e, come ogni anno, si avvicina il momento critico dell’organizzazione del viaggio in compagnia di un animale domestico. Sembra tuttavia dall’ultima ricerca1 dell’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, che i trevisani abbiano molto a cuore i propri animali domestici, a tal punto che più di un terzo (38%) è convinto che il proprio compagno a quattro zampe andrebbe portato con sé in vacanza, e solo il 28% lo affiderebbe a parenti e amici. Il 17%, infine, lo lascerebbe in una pensione per animali. Il legame è così forte da considerarli membri effettivi della famiglia (38%), per il 26% rappresentano una compagnia, un altro 21% vede in loro invece un amico fidato.
 
L’argomento coinvolge l’Italia intera: secondo i dati Eurispes raccolti nel Rapporto Italia 2016, almeno la metà degli italiani accudisce qualche animale da compagnia. Tuttavia non è tutto rose e fiori come sembra: secondo la LAV si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti. Emerge tuttavia dalla ricerca una forte solidarietà nei confronti degli animali, specialmente quando si parla di sanzioni: secondo la quasi totalità dei trevisani (83%), le leggi che rendono reati l’abbandono e il maltrattamento degli animali non solo sono giuste, ma dovrebbero addirittura essere più severe.
 
Molti intervistati della città veneta sono però d’accordo nell’affermare che un animale domestico, sia a casa che in vacanza, richiede impegno e attenzioni particolari: se per il 36% potrebbe limitare la propria libertà, un altrettanto 36% teme che possa fare del male alle persone, ma c’è anche chi ha paura che scappi (32%) o che provochi danni alle cose (30%). Per evitare tutto ciò, i trevisani corrono ai ripari tenendo l’animale sempre sotto controllo (36%), o, nei casi più difficili, facendolo educare da esperti (19%). Un altro 32%, infine, stipula una polizza assicurativa per tutelarsi dai danni che l’animale potrebbe causare agli altri. Se i trevisani sanno come tenere a bada i comportamenti dei loro fedeli compagni, pare non sia così nei confronti dei loro simili. Secondo la ricerca, il 36% degli intervistati ha dichiarato che gli esercizi pubblici che non ammettono animali al loro interno fanno bene, ma non per motivi di igiene o perché potrebbero dare fastidio: il motivo principale è il comportamento dei loro padroni, che spesso non hanno rispetto per le altre persone.

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