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Spariti 30 milioni: dipendenti a rischio ma l'azienda rassicura

C'è preoccupazione da parte delle organizzazioni sindacali: l'inchiesta sull'istituto di vigilanza di Silea potrebbe mettere a rischio i lavoratori

C'è preoccupazione da parte dei sindacati per i possibili riflessi occupazionali sui dipendenti dell’azienda che potrebbero determinarsi con l’inchiesta sui 30 milioni di euro delle banche spariti dal caveau della società. "L'azienda ci ha infornato che c'è una indagine in corso e che l'esito non è ancora definito, quindi non è in grado di darci informazioni dettagliate" ha detto il segretario della Fisascat Cisl di Treviso e Belluno, Edoardo Dorella, che mercoledì sera con i rappresentanti di Cgil e Uil ha incontrato i vertici nello studio di un avvocato a Treviso. La comunicazione ai rappresentanti di Cgil e Cisl è stata data solo dopo che gli stessi si erano già recati nel luogo stabilito per la riunione. All'ordine del giorno, secondo quanto si è appreso, vi sarebbe stata una discussione sulla gestione della situazione di una quarantina di addetti in regime di contratto di solidarietà, oltre a quella di altri dipendenti rispetto ai quali è applicato un trattamento di Cassa integrazione.

IL FURTO

L’AZIENDA. Una breve verifica dopo che le notizie sull'apertura dell'inchiesta avevano fatto saltare un incontro già previsto per il monitoraggio dell'accordo sui contratti di solidarietà che interessano una parte del personale della 'sala conta' di Silea (Treviso). "L'azienda - ha aggiunto Dorella - ha garantito nel frattempo la continuità del lavoro per i dipendenti e la corresponsione degli stipendi, e si è impegnata a fornire tempestivamente ogni informazione relativa agli sviluppi della vicenda".

North East Service conta circa 670 dipendenti, suddivisi in 17 filiali in tutta Italia, per attività che vanno dal trasporto e gestione denaro alla vigilanza. Il segretario trevigiano della Fisascat ha riferito che nulla fino a ieri lasciava intuire che potessero sorgere problemi come quello del grosso ammanco verificato dalla Guardia di Finanza, e che i flussi erano sempre stati regolari.

LA PISTA INTERNA

L’INCHIESTA. Spariti nel nulla 28 milioni di euro di risparmi di due istituti bancari dal caveau. Non si sa come sia potuto accadere. L’allarme ricopre tutto il perimetro dell’edificio, nel caveau sono installate telecamere ovunque, la recinzione è di filo spinato.  Mercoledì la Procura di Treviso ha aperto un’indagine per furto aggravato. Dopo che le banche hanno chiesto accesso alla liquidità, l’istituto di vigilanza ha risposto prendendo tempo, fino a comunicare che quei risparmi non c’erano più. È scattato subito il blitz della guardia di finanza, e non solo a Silea, ma anche negli altri depositi di Verona, Vicenza e Padova. Gli istituti di credito che avrebbero lamentato la sparizione delle somme sarebbero Veneto Banca e Banca Intesa. Ma potrebbe anche non trattarsi di un unico furto. I colpevoli potrebbero essere “interni” e potrebbero aver sottratto il denaro un po’ alla volta. Certo è che questa volta il protocollo di sicurezza è venuto completamente a mancare.

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