Cronaca

Iov a Castelfranco, Pipitone: "Significa cannibalizzare la sanità"

Il capogruppo Italia dei Valori in consiglio regionale boccia l'ipotesi di spostare parte dell'istituto oncologico Veneto da Padova a Castelfranco

Antonino Pipitone

CASTELFRANCO VENETO —  “Le strutture operative dell’Istituto Oncologico hanno un senso a Padova, perché c’è l’Università. Spostarle altrove significa cannibalizzare la sanità, per accontentare piccoli interessi localistici, che sanno tanto di vecchia politica, ma che fanno danni enormi. Zaia lasci lo Iov per intero a Padova”. Lo rende noto attraverso una nota il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Antonino Pipitone, tornando sull’ipotesi di spostare parte dell’Istituto Oncologico Veneto da Padova a Castelfranco Veneto e dopo la notizia che il sindaco castellano, l'ex deputato leghista Dussin, avrebbe scritto al collega di partito e presidente della regione Luca Zaia, per accelerare l'attivazione del polo oncologico nel locale ospedale.

“Un progetto che sembrava arenato, – dice Pipitone, medico di professione – ma che rispunta fuori a “ondate leghiste”, per indebolire la sanità veneta ed erodere un’eccellenza nazionale come lo Iov. Se qualcuno pensa così di riempire i buchi dell’ospedale di Castelfranco, attuando una manovra incomprensibile dal punto di vista sanitario e della ricerca, sbaglia di parecchio. Quella di portare componenti essenziali dello Iov lontano dall’Università di Padova, lo ribadiamo nuovamente – conclude Pipitone – è una scelta che non trova giustificazione. Né politica, né di buon senso, né di efficienza sanitaria. Interessante, poi, notare i deleteri effetti dei duetti leghisti sulla sanità padovana. Zaia/Bitonci e il nuovo ospedale diviene barzelletta, Zaia/Dussin e lo Iov rischia l'amputazione. Ci manca solo che si attivi Tosi e siamo a posto”.

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