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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Spresiano

«Diremo a tutti che sei un pedofilo», ma è un ricatto: 21enne in carcere

Per un 50enne di Spresiano quella che doveva essere un'avventura piccante si è trasformata in un incubo: è stato ripreso da degli sconosciuti mentre incontrava una ragazza minorenne. Gli hanno chiesto 2mila euro

Per un uomo 50enne quella che doveva essere un'avventura piccante si è trasformata in un incubo: sarebbe stato infatti ripreso mentre incontrava una ragazza, che è risultata però minorenne, quindi ricattato. «Diremo a tutti che sei un pedofilo» gli hanno detto degli individui. E per tenere la bocca chiusa hanno preteso dei soldi. Gli autori della sexy trappola, come racconta il Corriere del Veneto, sono rimasti ignoti fuorché il 21enne presentatosi per riscuotere, che è stato arrestato ed ora si trova in carcere, sottoposto ad una misura cautelare, dalla fine di agosto. Il 13 gennaio del prossimo anno si celebrerà il processo al giovane, accusato di estorsione. Lui (difeso dall'avvocato Simone Marian) ovviamente dice di sapere nulla del ricatto e che  si sarebbe soltanto fidato di qualcuno che conosceva e che gli aveva detto di andare a prendere i soldi.

La vicenda risale allo scorso mese di agosto e si è svolta a Spresiano. La storia è quella di 50enne che, annoiato dalla "solita" vita, decide di concedersi una digressione erotica. Così, dopo settimane di ricerca su internet trova, in un sito per adulti, una ragazza che è molto più giovane di lui. Tra i due nasce una simpatia, che diventa confidenza fino al 14 dello stesso mese, quando decidono di incontrarsi in un luogo appartato a Villorba. Fra l'uomo e la donna non succede nulla: si vedono e basta e, come riferirà lui ai carabinieri all'atto di presentare la denuncia, non ci sono stati né atteggiamenti intimi né tanto meno rapporti sessuali. Ma 10 giorni dopo sul suo telefonino arrivano dei messaggi con un chiaro tono intimidatorio. Gli dicono che lo hanno visto in compagnia di una minorenne e che il rendez vous è stato ripreso per intero. «Facevi cose con una ragazzina - recita l'sms - sei un pedofilo, divulgheremo il video. Se non vuoi guai devi darci 2.000 euro».

Successivamente il 50enne decide di andare dai carabinieri della Stazione di Spresiano, ai quali racconta i fatti. E dice che la ragazza era effettivamente una minorenne e di non aver voluto proseguire con la "conoscenza" proprio per quel motivo. I militari preparano allora una trappola: gli dicono di incontrare i ricattatori, ai quali avrebbe dovuto consegnare 500 euro come anticipo, ma segnano le banconote in modo da renderle riconoscibili. Il 26 agosto gli si para davanti un ragazzo che pretende la somma. Quando avviene lo scambio interviene l'arma, che blocca il 21enne e lo arresta in flagranza di reato.

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