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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Preganziol

Muore dopo chirurgia estetica, due medici indagati per omicidio colposo

Sabato scorso 2 ottobre il decesso di Mariolina Vargiu, 65enne, da cinque anni in coma profondo. La donna si era sottoposta ad un banale intervento al seno e alle palpebre in una clinica di Spresiano. Il pubblico ministero ha disposto l'autopsia

Mariolina Vargiu, la donna di 65 anni residente a Cessalto ma originaria di Villacidro, in provincia di Cagliari, entrata  alla Clinica Estetica di Spresiano per sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica e caduta in coma dopo l'operazione, è morta. Il suo cuore si è fermato sabato 2 ottobre nella clinica dove era ricoverata in stato vegetativo dal 2016. Voleva rifarsi il seno e le palpebre ma da quello studio medico uscì poche ore dopo, in una barella.  

Il sostituto procuratore Davide Romanelli ha aperto un fascicolo nel quale si ipotizza il reato di omicidio colposo ai danni dei due medici che avevano seguito l'operazione. Si tratta di Francesco Cammilli, anestesista 53enne , e del chirurgo estetico Francisco Mora Zambrano, 68enne di origine peruviane. Domani verrà eseguita l'autopsia disposta dal pubblico ministero, affidata ad Antonello Cirnelli.

Zambrano e Cammilli erano già finiti a processo accusati di lesioni gravissime. Vi sarebbe stato infatti un nesso causale tra l’intervento chirurgico estetico a cui fu sottoposta la Vargiu e i danni cerebrali permanenti che ne conseguirono, causati da una forma di ipossia cerebrale generale. Per di più c'è anche una causa civile in cui il legale della famiglia (l'avvocato Alessandro De Paoli del foro di Pordenone) ha chiesto per il marito e i due figli un risarcimento del danno di 1 milione e 400 mila euro.

Nel pomeriggio del 28 novembre 2016  la 65enne di Cessalto arrivò alla clinica estetica di Spresiano per sottoporsi al un intervento al seno in day-surgery. In apparenza i rischi erano minimi tanto che si presentò da sola senza essere accompagnata da nessuno. Cosa successe poi venne svelato dall'indagine del Nas di Treviso, coordinato dalla Procura: alla donna sarebbe stata somministrata una elevata dose di anestetico tanto che al termine dell'operazione Mariolina Vargiu, invece di risvegliarsi, perse del tutto conoscenza. Anche i soccorsi sarebbero stati allertati in ritardo e quando la donna arrivò in ospedale era in stato di coma profondo. Da allora, causa dei danni cerebrali, Mariolina Vargiu  non fu più autosufficiente e i familiari vennero costretti a farla ricoverare in una struttura sanitaria, dove era seguita costantemente.

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