Stupro in disco, al setaccio le immagini dell'impianto di videosorveglianza

Il titolare dell'Odissea di Spresiano, Giannino Venerandi, ha consegnato agli investigatori dell'Arma i video. Avviata un'indagine interna, nessuno tra gli addetti alla sicurezza del locale avrebbe avuto richieste d'aiuto dalla 18enne veneziana vittima dell'abuso

Linterno della discoteca Odissea

Giannino Venerandi, titolare della discoteca "Odissea" di Spresiano, ha raccolto e poi consegnato personalmente ai carabinieri di Treviso i filmati di tutte le telecamere di videosorveglianza interni al locale. Gli investigatori avranno il difficile compito di cercare riscontri alla denuncia presentata domenica scorsa da una 18enne del veneziano che ha riferito di essere stata adescata da un uomo che le ha offerto un drink (forse drogato) e l'ha poi violentata, dopo averla trascinata in uno dei bagni del locale.

Venerandi ha avviato una rapida indagine interna tra i suoi dipendenti che si trovavano in servizio durante la serata di sabato scorso, quando si sarebbe consumata la violenza sessuale, confermata poi dagli esami clinici svolti prima al pronto soccorso di Oderzo e poi al Ca' Foncello di Treviso, dopo la formale denuncia presentata dalla studentessa veneziana ai militari della Tenenza di Oderzo. Tra quelli che sabato scorso erano in servizio, nessuno avrebbe notato nulla di strano o ragazze in particolare difficoltà.

Appare inoltre quantomai improbabile che un uomo abbia trascinato in bagno una ragazza senza essere notato da nessuno dei responsabili della sicurezza: proprio i servizi igienici del locale sono infatti tra i luoghi più sensibili delle sale da ballo dell'Odissea, tenute costantemente sotto stretta osservazione. L'analisi delle telecamere di videosorveglianza, mancando testimoni (almeno per ora), potrebbero dunque essere decisiva nella risoluzione del caso e l'individuazione del presunto stupratore.

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«Certamente ci dispiace, il nostro è un locale sicuro e c'è grande attenzione -spiega Giannino Venerandi- siamo preparati a tutti i livelli, sia a livello di sicurezza che di pronto soccorso. Abbiamo tutto l'interesse che la nostra immagine sia pulita. Sappiamo che stiamo lavorando nel senso giusto e stiamo continuando anche noi nelle verifiche: dopo aver sentito il personale, sto cercando anche con vari collaboratori e amicizie se qualcuno ha saputo qualcosa. Come locale abbiamo firmato un protocollo d'intesa con la Questura che prevede la massima disponibilità con gli investigatori. Chiaro che dispiace: se è successo veramente spero davvero emerga velocemente chi è stato il responsabile».

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