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Emanuela Petrillo

Emanuela Petrillo

Processo Petrillo, una mamma: «Nessun segno dell'iniezione»

Nel procedimento contro la 36enne, accusata di di non aver somministrato le vaccinazioni a circa 8 mila pazienti, ha deposto tra gli altri una donna di Spresiano il cui figlio avrebbe essere sottoposto alla profilassi dall'ex assistente sanitaria

«Ho tolto il cerotto ma dell'iniezione non c'era traccia, neppure il segno lasciato dove sarebbe dovuto entrare l'ago». Lo ha detto una mamma di Spresiano parlando della vaccinazione compiuta da Emanuela Petrillo sul figlio che non aveva ancora un anno. La deposizione è avvenuta stamani, martedì 6 aprile,  nel corso del processo in corso al Tribunale di Udine che vede l'ex assistente sanitaria 36enne della Asl di Udine, Codroipo e Treviso (difesa dall'avvocato Paolo Salandin) accusata di non aver somministrato le vaccinazioni a circa 8 mila pazienti, per lo più bambini, nel periodo tra il 2009 e il 2016.

«Qualche anno prima - ha spiegato la donna - avevo fatto il vaccino esavalente a mia figlia, che ha pianto molto e ha avuto la reazioni che ci si aspetterebbe dopo la somministrazione. Mio figlio invece non ha versato neppure una lacrima e, dopo aver sollevato il cerotto che proteggeva la parte, mi sono accorta che non c'era rossore e neppure il segno lasciato dalla puntura». «Erano in tre ad aver effettuato la vaccinazione - ha proseguito - io non ho guardato perché gli aghi mi fanno impressione e comunque per me il vaccino era stato fatto, non mi sono praticamente accorta di nulla».

Durante l'udienza a Emanuela Petrillo, che è accusata di peculato, omissione d'atti d'ufficio e falsità in dichiarazioni, è stata sentita anche una dirigente del servizio di virologia del Ca’ Foncello di Treviso (teste della Usl, rappresentata a giudizio dall'avvocato Fabio Crea)  che ha fatto la catalogazione dei prelievi di sangue dei bambini, tenendo separate da le provette di sangue dei pazienti che sarebbero stati vaccinati dalla donna  da quelli sottoposti a profilassi da altri operatori e che poi sono stati consegnati ai Nas. Oggi è stato inoltre disposto l'accompagnamento coatto di un altro teste dell'accusa, la collega della Petrillo da cui erano scaturiti i primi sospetti sull'ex assistente sanitaria e che avrebbero portato all'apertura a Treviso di un fascicolo, poi archiviato.

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