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Cronaca Spresiano

La mega villa, i contanti e l'oro: definitiva la confisca del "tesoro" del capoclan

A Roberto Braidic, 59enne residente a Spresiano, é stato requisito l'intero patrimonio. Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Venezia è passato in giudicato dopo la conferma da parte della Corte di Cassazione

A seguito della conferma da parte della Suprema Corte di Cassazione di un decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Venezia, su richiesta dalla Procura della Repubblica di Venezia, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Treviso hanno confiscato definitivamente, nei confronti del 59enne Roberto Braidic beni per un valore complessivo di quasi 1,2 milioni di euro, così composti: una villa di circa 300 mq., del valore di 450.000 euro, risultata peraltro abusiva e oggetto di un'ordinanza di demolizione da parte del comune competente; disponibilità finanziarie per 686.579,45 euro, tra saldi di conto corrente, polizze assicurative, titoli azionari, libretti di risparmio; 2 kg. di gioielli (bracciali, orologi, anelli, collane, monete, spille, etc.), rinvenuti in una cassetta di sicurezza di una filiale di banca, per un valore di  40mila euro.

Il provvedimento fa seguito ad accertamenti patrimoniali eseguiti dal Gruppo della Guardia di Finanza di Treviso, a seguito di indagini iniziate dalla Procura della Repubblica di Treviso e. poi dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia, nei confronti di Braidic - caratterizzato da numerosi precedenti e condanne penali (minacce, lesioni, ingiurie, falsità, plurime truffe ai danni di privati, insolvenze fraudolente, ricettazione, rapina, tentato furto) e dunque ritenuto, sulla base delle previsioni del c.d. "Codice antimafia", socialmente pericoloso - grazie alle quali è stato possibile evidenziare una palese sproporzione tra li suo patrimonio e la circostanza che egli non abbia mai svolto alcuna attività economica o percepito alcun reddito. Le indagini, infatti, hanno consentito di accertare, anche in capo ai familiari conviventi del 59enne ritenuto socialmente pericoloso, molteplici denunce e condanne definitive per reati della stessa tipologia del capofamiglia (spesso commessi in concorso con lui) e nessuna fonte reddituale che potesse giustificare al legittima provenienza del patrimonio accumulato nel tempo.

L'assenza di una vera e documentata occupazione lavorativa, così come di un reddito lecito, ha consentito di giungere alla conclusione che l'intero nucleo familiare abbia da sempre tratto le proprie fonti di sussistenza dalla commissione di reati. Con la confisca definitiva, l'abitazione indipendente di residenza del soggetto e dei suoi familiari, passerà nella disponibilità dell'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

L'operazione delegata alla Guardia di Finanza di Treviso rientra in una più ampia strategia di aggressione delle ricchezze di provenienza illecita, perseguita utilizzando gli incisivi strumenti offerti da una normativa antimafia tra le più avanzate in ambito internazionale. In tale azione, le Fiamme Gialle possono contare su moderne tecnologie informatiche di monitoraggio dei patrimoni criminali (come il software "Molecola"), basate sull'analisi incrociata delle informazioni presenti nelle diverse banche dati, che consentono un approccio investigativo unico nello sviluppo delle investigazioni economiche, finanziarie e patrimoniali a contrasto della criminalità.

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