Yacht sequestrato, parla Paolo Fassa: «Vedremo chi ha sbagliato»

L'imprenditore affida a una stringata dichiarazione il suo commento. Parla invece il legale, l'avvocato Sebastiano Stufano: «Atto abnorme, è stato fatto un ravvedimento operoso»

La confisca dello yacht è stata notificata a Paolo Fassa dalla Guardia di Finanza

«La giustizia fa sempre il suo corso, forse lentamente ma inesorabilmente. E vedremo chi ha sbagliato». Paolo Fassa, titolare dell'azienda trevigiana di calcestruzzi Fassa Bortolo e patron di una quadra di ciclismo, affida a questa scarna dichiarazione  il suo commento sulla vicenda giudiziaria che lo vede al centro di una indagine del Nucleo di Polizia economico-finanziaria dell Comando provinciale della guardia di finanza di Milano e che ha portato al sequestro nel porto di Genova di uno yacht, battente bandiera britannica e che gli investigatori hanno accertato essere suo, per un valore di 30 milioni di euro. Il tutto è stato notificato presso la sede dell'azienda, in via Lazzaris a Spresiano, alle prime ore di stamattina, venerdì 8 gennaio.

«Un atto abnorme - spiega  il legale, l'avvocato Sebastiano Stufano dell'omonimo studio di Milano - che non si spiega alla luce del fatto che Paolo Fassa ha provveduto ad un ravvedimento operoso ancor prima delle contestazioni dell'Agenzia delle Entrate. Di quei soldi oggetto di verifica da parte dell'Erario ha pagato tutto e siamo in grado di dimostrarlo».

Il provvedimento, che ricomprende anche il sequestro di  circa 1,5 milioni di euro depositati sui conti correnti societari e personali, nei confronti di imprenditori a capo di un gruppo attivo nel settore della produzione di materiali edili, fa riferimento ad un indagine in cui è emerso un complesso meccanismo di frode fiscale effettuato tramite il ricorso sistematico a false fatturazioni di prestazioni pubblicitarie. Un progetto, questo, orientato all'auto-riciclaggio attraverso l'utilizzo di società straniere. E' inoltre stato accertato che grazie alla complicità di un sodalizio criminale composto da professionisti ed altri imprenditori sia italiani che esteri, sono state impiegate somme di denaro (derivanti da frode fiscale) indirizzandole verso società off-shore con sede in Croazia, Svizzera, Principato di Monaco e Panama, funzionali all’acquisito e alla gestione dello yacht.

Il sequestro, emesso dalla Procura della Repubblica di Milano, dovrà arrivare sul tavolo del gip meneghino entro 48 ore. Poi il giudice avrà dieci giorni per esaminarlo e decidere.

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