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Un'aula di tribunale

Un'aula di tribunale

Perseguita gli altri inquilini di un condominio, condannato per stalking

Ruggero Minelli, 78 anni, da nove anni teneva in scacco i residenti di un condominio di via della Madonnetta a Spresiano con rumori molesti, insulti e persino aggressioni fisiche

Un anno di reclusione e pena sospesa, con un provisionale di 15mila euro in favore delle tre parti civili. E' questa la condanna inflitta oggi, mercoledì, a Ruggero Minelli, il 78enne che che da nove anni tiene in ostaggio i residenti di un condominio di via della Madonnetta a Spresiano con rumori molesti, insulti e persino aggressioni fisiche, in particolare contro tre dei suoi vicini. Una guerra che non è cessata neppure con il  processo in cui il 78enne doveva rispondere di stalking, lesioni e minaccia. L'ultimo episodio infatti risale solo al pomeriggio di ieri, martedì, neanche un giorno prima al pomeriggio l'udienza conclusiva. Minelli, difeso dall'avvocato Simone Marian che ha già annunciato appello, è pensa del resto di essere dalla parte della ragione: non è lui a creare problemi ma  i vicini che lo provocano continuamente. E lui, ex ingegnere edile con un passato da pugile e un fisico che farebbe invidia a gente molto più giovane di lui, ha registo di conseguenza.

Ne sa qualche cosa il vicino 67enne che abita nell'appartamento al piano di sotto rispetto a quello occupato da Minelli che ha "assaggiato" la forza dei del 78enne, che lo ha aggredito due volte mandandolo in entrambi i casi all'ospedale, prima del 2010 e poi nel 2016. «Mi sembra di essere ostaggio all'interno del mio condominio -ha detto il 67enne- Non posso affacciarmi al terrazzo perché mi insulta e ogni volta che mi incontra cerca di mettermi le mani addosso».

I problemi in via della Madonetta in realtà sarebbero iniziati già nel 2000, quando l'ex ingegnere edile si era trasferito nella palazzina. «Si alzava all'alba e sbatteva porte e finestre»: hanno raccontato alcuni dei vicini. Ma al tempo Minelli era spesso all'estero per lavoro e i disagi che arrecava alla tranquillità degli altri condomini erano occasionali. Ma nel 2010 è andato in pensione e a quel punto cambia tutto. L'amministratore di condominio lo riprende più di una volta dopo le lamentele degli altri residenti e lui decide che la causa di tutto sono l'odiato vicino del piano di sotto e altri due. Durante il dibattimento il giudice aveva reinviato gli atti alla Procura di Treviso affinché venisse valutata la misura cautelare dell'allontanamento. Che però non è mai stata emessa.

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