Quattro studenti trevigiani si aggiudicano il 2° e 3° posto del Came Design Award

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

L'azienda trevigiana ha istituito un riconoscimento che premia talenti emergenti, giovani architetti e designer italiani che hanno saputo immaginare la casa del futuro. I progetti più innovativi, sono stati realizzati da Came e sono esposti nel living CamEXperience per tutta la durata di Expo Milano 2015.

I trevigiani Chiara Capoia e Laura Cavasin, Dario Moretto e Luca Ariedi al secondo e terzo posto

Came, gruppo riconosciuto in Italia e nel mondo nel settore della home & building automation e partner tecnologico di Expo Milano 2015, premia i vincitori della 1° edizione del Came Design Award sviluppando i progetti più innovativi ed esponendoli nel Living CamEXperience, all'interno dell'Esposizione Universale. Il concorso, dedicato a studenti e neo-laureati delle facoltà di Architettura e Design e delle Scuole di Design italiane, è stato vinto da 5 giovani architetti under30 che hanno saputo sviluppare progetti per promuovere la cultura dell'innovazione nell'abitare. Al secondo e terzo posto si sono calssificati quattro studenti trevigiani

A una prestigiosa giuria di esperti internazionali del mondo dell'architettura e del design, affiancati dai vertici di Came, è stato affidato il compito di valutare i progetti che hanno partecipato al Came Design Award. La giuria ha assegnato:

  • 1° premio a I-Bin, il sistema di riciclaggio intelligente di Sofia Crescioli
  • 2° premio Levito, al sistema progetto di movimentazione dei cancelli attraverso la levitazione elettromagnetica, di Chiara Capoia e Laura Cavasin
  • 3° premio a Touch Security House, il sistema di vernice conduttiva per attivare scenari all'interno della casa, di Dario Moretto e Luca Ariedi

Il board di esperti è stato presieduto da Makio Hasuike, considerato una delle icone internazionali del design che nel 1968 ha fondato uno dei primi studi di industrial design in Italia. Al suo fianco l'architetto milanese Massimo Farinatti, docente universitario ed esperto di industrial design che ha conseguito numerosi riconoscimenti italiani e internazionali e l'architetto trevigiano Marco Mora, fondatore di Acamedy, un network di laboratori di web comunicazione design e organizzazione per le piccole imprese del territorio trevigiano. Hanno completato la giuria l'esperienza di Elisa Menuzzo e di Gianni Michielan, rispettivamente Vice President e Amministratore Delegato di Came S.p.A.

I vincitori - un neo-architetto toscano e 4 veneti - attraverso i propri progetti hanno saputo immaginare una tecnologia in grado di rivoluzionare la casa e l'abitare nel futuro.

Came ha, infatti, offerto ai giovani creativi che studiano e operano in Italia un'occasione davvero unica, stimolandoli a mettersi alla prova in un concorso che premiava i progetti più innovativi, capaci di intuire le nuove frontiere dell'abitare moderno.

I progetti in concorso dovevano essere in linea con i temi sui quali l'azienda ha già da anni intrapreso un importante percorso di innovazione riconosciuto in tutto il mondo: il controllo e la gestione dei varchi e degli accessi, la sicurezza, l'illuminazione, la domotica, la tecnologia a supporto del quotidiano e l'interfacce uomo/macchina.

"Crediamo fortemente nei giovani - ha dichiarato Elisa Menuzzo, Vice President di Came - nelle loro capacità creative, nella loro attitudine all'innovazione: e il contest 'Came Design Award' ne è la dimostrazione. Siamo convinti che la loro tenacia e la loro capacità di mettersi in gioco possano essere il motore di nuove idee. Riteniamo, quindi, che i giovani abbiano, a pieno titolo, il diritto di ideare la casa del futuro immaginando l'ambiente domestico nel quale andranno a vivere domani".

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