Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Choccante stupro a Castelfranco: 29enne violentata dal corriere

Lei, mamma di tre bambini, sarebbe stata stuprata all'interno di casa da un corriere espresso durante una consegna. Chiesta l'analisi del Dna

CASTELFRANCO VENETO E' entrato in casa, l'ha corteggiata, le ha strappato camicetta e reggiseno e ha tentato di abusare di lei. Questo l'episodio choccante avvenuto nella castellana ai danni di una giovane madre di tre figli. L'aggressore si era infatti recato a casa della donna per una consegna a domicilio di un pacco a lei intestato e sicuro di non trovare il marito era entrato nell'abitazione come nulla fosse, ma una volta visto la ragazza avrebbe perso il controllo iniziando a corteggiarla con avances sessuali molto spinte fino ad arrivare ad aggredirla e soddisfare le proprie pulsioni sul suo corpo.

Si tratta, come riporta "il Gazzettino", di un fatto accaduto due anni fa, ma che solo ora è stato reso pubblico dall'autorità giudiziaria in quanto dopo lunghe indagini si è optato per far intervenire il Ris di Parma al fine di analizzare i campioni di sperma ritrovati sulla camicetta della donna, per capire se effettivamente appartengano al presunto aggressore. Quel giorno infatti, secondo la ricostruzione della vittima, il 26enne corriere di Romano d'Ezzellino era entrato in casa per consegnare un pacco e visto che ormai i due si conoscevano da tempo per via di molteplici consegne, il ragazzo aveva tentato di approcciare fisicamente la donna con l'obiettivo di ottenere un rapporto sessuale completo, ma al suo netto rifiuto il giovane le avrebbe prima strappato la camicetta e poi l'avrebbe gettata sul divano, toccandole il seno e tentando di costringerla ad un rapporto sessuale orale prima di masturbarsi sul corpo nudo della ragazza.

Il tutto avveniva in pochi minuti, tanto che la 29enne non ha reagito per paura che l'aggressore potesse fare del male anche ai tre figlioletti che giocavano nelle altre stanze della casa e solo quando il giovane se ne è poi andato soddisfatto la donna ha chiamato le forze dell'ordine per denunciare quanto accaduto. Il ragazzo però, poi ascoltato dai carabinieri, ha sempre negato ogni accusa affermando di aver avuto con lei un rapporto consenziente e la prova era il fatto di essere entrato in casa giusto quando il marito era assente, fatto che per lui denoterebbe anche una chiara complicità intima tra i due protagonisti della vicenda. La Procura di Treviso però, notando una certa discrepanza tra i racconti della coppia, ha deciso di interpellare la scientifica dei carabinieri di Parma per avere un responso sulla natura del Dna ritrovato sulla camicetta della donna. Solo una volta avuto il risultato si potrà paventare la possibilità di accusare definitivamente il giovane di violenza sessuale o di assolverlo da ogni attribuzione a suo carico.

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