Cronaca

Annuncia il suicidio ma era un pesce d'aprile, condannato

Un trevigiano lunedì è stato condannato a un'ammenda di oltre 3mila euro. Il primo aprile aveva chiamato il 115 annunciando il gesto

QUINTO DI TREVISO — Aveva chiamato il 115 annunciando che si sarebbe tolto la vita. Il suo, però, non era un gesto estremo, bensì solo un pesce d’aprile. Pensando di fare uno scherzo, è invece finito nei guai. Un trevigiano, residente a Quinto di Treviso, è stato infatti condannato lunedì a pagare un’ammenda di 3,750 euro per procurato allarme.

Era il primo aprile scorso quando i vigili del fuoco avevano ricevuto la segnalazione dell’uomo che, di fatto, aveva annunciato telefonicamente di volersi togliere la vita annegando. I pompieri si erano immediatamente precipitati sul posto indicato dal trevigiano, all’altezza del fiume Sile. Subito erano partite le ricerche nel corso d’acqua, ma non erano riusciti a trovarlo. Attraverso i tabulati telefonici, in un secondo momento, gli investigatori sono riusciti a risalire all’autore della telefonata, quindi a denunciarlo per procurato allarme. La sua giustificazione sul fatto che si trattasse di un pesce d’aprile non è servita ad evitargli la denuncia.

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