Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

30enne sviene alla mostra Real Bodies, il marito: "Togliete quel corpo"

Una visitatrice ha perso i sensi di fronte al corpo plastinato di una donna incinta con in grembo un bambino di cinque mesi. Nove svenimenti

JESOLO “Togliete il corpo plastinato della donna incinta dalla vista dei bambini e di chi, visitando la mostra, non si aspetta un'impressione così forte salendo al secondo piano”. La polemica di un visitatore di Udine è scoppiata lunedì all'interno della mostra “Real Bodies”, la rassegna di corpi ed organi plastinati in anteprima mondiale a Jesolo. Motivo della protesta la perdita di sensi della compagna mentre scendeva con lui dal secondo piano che ospita la sezione dedicata all'apparato riproduttivo. In quattro giorni di apertura al pubblico è salito a nove il bilancio dei visitatori che sono svenuti all'interno della mostra Real Bodies, compreso quest'ultimo episodio che ha visto protagonista una coppia di Udine.

La trentenne, friulana, è svenuta quando stava scendendo dall'ultimo gradino della scalinata. È stata accompagnata nell'apposito spazio attrezzato e assistita. Una volta distesa e arieggiata la saletta, la donna si è lentamente ripresa. Il marito invece, forse spaventato per l'improvviso mancamento della consorte, ha iniziato a polemizzare con gli organizzatori davanti ad altri visitatori contestando la presenza - “troppo forte” a suo dire - del corpo plastinato della donna incinta. A detta dell'uomo infatti, la sua compagna aveva iniziato a sentirsi male proprio di fronte a questo corpo che, evidenzia l'anatomia di una donna gravida con in grembo un bambino di cinque mesi durante la gestazione nel contesto di una rassegna dedicata allo sviluppo fetale intrauterino.

“La coppia di Udine voleva assolutamente che il corpo della donna incinta venisse immediatamente oscurato” spiegano gli organizzatori di Real Bodies “lamentandosi che una simile vista è troppo impattante per gli impressionabili, per chi ha vissuto sulla sua pelle l'aborto e anche per i bambini che arrivano con le scolaresche”. “Sono rimasti fermi in questa richiesta” continuano “nonostante abbiamo evidenziato loro il grande cartello che invita a chiare lettere tutti i visitatori a pensarci bene prima di accedere al primo piano, anticipando con chiarezza cosa contiene l'esposizione nella sezione dell'apparato riproduttivo”. “I visitatori così avvisati non sono certo obbligati a salire” aggiungono ancora gli organizzatori “in quanto la donna incinta ed i feti di varie settimane compongono una sala dai contenuti certamente molto forti, ma molto utile da un punto di vista scientifico e didattico per capire come funziona la riproduzione, una parte saliente della mostra. Ci dispiace ma non togliamo una sezione così importante di Real Bodies per volontà di un visitatore, scontentandone altre migliaia che sono invece interessati a conoscere il mistero della nascita. Piuttosto la signora di Udine, se impressionabile, poteva evitare di andare al primo piano”.

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