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Alessandra Gazzola

Alessandra Gazzola

Tasi, Comune con Ater e sindacati. Gazzola: “Tutelare fasce deboli"

Al tavolo lunedì seduti oltre all’assessore anche il primo cittadino di Treviso, i rappresentanti delle tre sigle confederali e il vicepresidente di Ater

TREVISO - “Si tratta di un problema che ci sta molto a cuore. Per questo abbiamo deciso di incontrare oggi ad uno stesso tavolo l’Ater e i rappresentanti sindacali”. Queste le parole dell’assessore alle finanze del Comune di Treviso Alessandra Gazzola al termine dell’incontro convocato per lunedì pomeriggio. Al tavolo erano seduti oltre all’assessore anche il primo cittadino di Treviso, i rappresentanti delle tre sigle confederali e il vicepresidente di Ater.

“L’equità delle imposte costituisce il primo obiettivo del programma politico che guida la nostra azione amministrativa – sottolinea Gazzola - Già a fine del 2013 abbiamo introdotto per la prima volta il criterio di progressività per l’addizionale comunale Irpef, per arrivare alla rimodulazione delle aliquote Imu e all’applicazione, per le abitazioni principali,  dell’aliquota Tasi più bassa della provincia. Nell’incontro di oggi il nostro lavoro è stato quello di individuare delle soluzioni possibili per il pagamento dell’imposta da parte degli inquilini e di Ater. Dal tavolo è emersa una situazione normativa molto complessa, che tuttavia a nostro parere non deve penalizzare le persone che in questi alloggi abitano.

Proprio per tutelare le fasce più deboli in questi giorni gli uffici comunali hanno provveduto a inviare una richiesta di interpretazione autentica della normativa a Mef, Anutel ed Anci. Di questa richiesta abbiamo messo al corrente anche i rappresentanti intervenuti oggi e abbiamo anche espresso il nostro auspicio di ricevere quanto prima una risposta chiara e a favore degli inquilini. Abbiamo poi ribadito tutto il nostro disappunto nei confronti di una norma che ha messo solo in difficoltà comuni e cittadini. Ci auguriamo – chiude Gazzola - che il Ministero si esprima al più presto non solo sul caso specifico, ma introduca dei correttivi più ampi nella norma prevedendo, ad esempio, la possibilità per i comuni di non applicare nemmeno in percentuale minima l’imposta agli inquilini. La semplificazione fiscale deve partire da questo: norme di facile interpretazione e applicazione”.

 

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