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Foto tratta da Google immagini

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Montebelluna: da gennaio arriverà in città l'imposta di soggiorno

Grande novità per il comune trevigiano. L'imposta andrà da un minimo di 1 euro ad un massimo di 2 ero a pernottamento a persona. Il gettito sarà utilizzato in ambito turistico

MONTEBELLUNA A partire dal 1° gennaio anche nel Comune di Montebelluna viene introdotta la tassa di soggiorno per chi decidere di pernottare nelle strutture ricettive del territorio comunale e non risulta essere residente in città.

L'imposta di soggiorno ed il relativo regolamento sono stati approvati ieri in Consiglio comunale. La scelta del Comune di Montebelluna di introdurre l'imposta di soggiorno è una possibilità contemplata dal Decreto Legislativo «Disposizioni in materia di federalismo municipale». Come prevede la normativa, il gettito dell’imposta sarà destinato a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli in collaborazione con la Provincia e la Regione, quelli a sostegno delle strutture ricettive nonché interventi di fruizione dei beni culturali, ambientali e quelli relativi ai servizi pubblici locali. L'imposta di soggiorno – che sarà applicata fino a 5 pernottamenti consecutivi - è stabilita per persona e per pernottamento ed è articolata secondo criteri di gradualità e andrà da un minimo di 1 euro (per pernottamento per persona) per agriturismi, alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate ad uso turistico, bed & breakfast e locazioni turistiche ad un massimo di 2 euro per alberghi, villaggio albergo, albergo diffuso, residenze turistiche alberghiere, campeggi, villaggi turistici 5 stelle. Il regolamento individua anche le tipologie di persone esenti dalla tassa di soggiorno: i minori, i portatori di handicap non autosufficienti con idonea certificazione medica, i malati, i soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche, i volontari che prestano servizio in occasione di calamità, gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici che prestano attività di assistenza a gruppi organizzati dalle agenzie di viaggi e turism (ogni 25 partecipanti), il personale appartenente alla Polizia di Stato e alle altre forze armate che svolge attività di ordine e sicurezza pubblica. Le strutture ricettive che applicano l'imposta di soggiono sono tenute a comunicare al Comune, entro il sedicesimo giorno dalla fine di ciascun trimestre, il numero di coloro che hanno pernottato nel corso del trimestre precedente, nonché il relativo periodo di permanenza indicando anche quelli esenti. Sono previste sanzioni sia in caso di mancata comunicazione o versamento dell'imppsta al Comune.

Dichiara l'assessore alla cultura, Debora Varaschin spiega: “L'introduzione dell'imposta di soggiorno è colegataa alla costituzione dell'organizzazione della gestione della destinazione turistica OGD, Treviso Città d'Arte e ville venete, promossa dalla provincia di Treviso, dal comune capoluogo e Camera di Commercio e che vede buona parte dei comuni della provincia come componenti. Tra questi vi è il comune di Montebelluna Per finanziare la nuova organizzazione si è deciso tutti assieme di istituire l'imposta di soggiorno. Se si considera che in media il turista risiede due notti a Montebelluna, essa è ininfluente per il cliente, perchè si trattain media del costo di un caffè, ma potrà consentire al Comune di introitare circa 38mila euro all'anno di cui il 25% andrà all'OGD e la restante parte sarà utilzzztaa dal costituendo Ufficio turistico del montebellunese. I comuni che vogliono fare parte dell'GD ma che non intendono introdurre l'imposta di soggiorno, dovranno versare la loro quota attingendo dal bilancio comunale. L'appartenenza all'OGD, inoltre, permette di avere finanziamenti regionali e non solo. Gli assessori alla cultura dei comuni del montebellunese si riuniranno periodicamente per lo sviluppo sinergico del territorio: i primi incontri saranno già nei primi giorni del 2018”.

Conclude il sindaco, Marzio Favero: “Chiariamo che si tratta di una scelta strategica necessaria negli anni delle vacche magre per la finanza locale. L'OGD va finanziata a fronte dei tagli effettuati dallo Stato nei confronti dei bilanci provinciali e regionali e l'unica soluzione percorribile è quella di introdurre un'imposta di scopo che potrà essere anche un fastidio per gli operatori turistici dal punto di vista gestionale e che però è utilissima proprio per garantire a loro i servizi sia di promozione locale, cioè di accoglienza sul territorio con Infopoint e materiali adeguati, sia per la promo-commercializzazione che sarà effettuata dal Consorzio di promozione turistica. Se il 25% andrà all'OGD, la restante parte sarà finalizzata all'attivitazione di un Ufficio turistico che gestisca le destinazione montebellunese mettendo assieme nella costruzione di un prodotto turistico territoriale sia gli enti pubblici sia i privati. In altre parole il nuovo Ufficio dovrà cucire assieme le diverse compeonti dell'offerta che possono andare dai Musei attivi sul territorio, alle località dotate di valore ambientale, naturalistico e sportivo, dai luoghi della memoria della Prima Guerra mondiale, alle ville che rimangono come segno della civiltà della Serenissima. Si tratta di un Ufficio di cui stiamo ragionando assieme agi altri sindaci dell'Ipa Montello-Piave-Sile che sono chiamati anch'essi come aderenti all'OGD a versare la loro quota. Essendo il finaziamento legato alle presenze turistiche, che sono ovviamnente inferiori negli altri comuni, qualcuno potrebbe fare lo spiritoso dicendo che Montebelluna andrebbe a sostenere lo sforzo economico anche per gli altri. E' il caso di chiarci subito le idee Montebelluna dal punto di vista turistico non è autosuffiiente: se dall'anno prssimo potrà offrire la la vista al Musoe civooc, al Museo dello scarpone, al Memoriale dell Grande Guerra presso Villa pIdani, per trattenere il turista qui ci sarà bisogno anche della fruibilità degli altri siti dell'area montebellunese. Pensiamo all'Ossario, a villa Wasserman a Giavera, a villa Pontello a Crocetta, all'Abbazia di Nervesa e al museo dell'aria della Johnathan Collection di Zanardo a Nervesa, piuttosto che all'ex convento dei Nonantolani di Volago, a villa Onigo a Trevignano e a Villa Lattes a Istrana. In altre parole l'unione fa la forza e Montebelluna si prepara a giocare un ruolo inedito sul mercato turistico in alleanza con gli altri Comuni e lo auspichiamo fortemente i soggetti privati. Non dimentichiamo che l'imposta di soggiorno trova applicazione anche nelle regioni a statuto speciale come il Trentino che dispongono di ben altre risorse per la gestione dell'accoglienza turistica”.

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