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Omicidio di Paolo Vaj: l'unica erede testamentaria è Patrizia Armellin

La donna eredita tutto: investimenti, un piccolo fondo in una banca svizzera, dollari frutto della vendita di Bitcoin, un'auto, un camper e una barca

Patrizia Armellin è l'erede di tutto il patrimonio di Paolo Vaj, ucciso la notte tra il 18 e il 19 luglio del 2019  nella casa di via Cal dei Romani a Vittorio Veneto dove abitava proprio insieme alla 52enne Armellin, con cui aveva una relazione sentimentale, e alla 24enne Angelica Cormaci che da qualche mese si è era trasferita a vivere con la coppia dalla Sicilia.

Per il pubblico ministero Davide Romanelli, il magistrato che sta coordinando le indagini, le due donne sarebbero le responsabili della morte di Vaj. Un delitto (l'ipotesi accusatoria è al momento, per entrambe, quella di omicidio volontario) maturato nell'ambito di una relazione molto complessa tra i tre e avvenuto al termine di un violento litigio durante il quale l'uomo - che era ubriaco - sarebbe stato anche picchiato. Durante la lite, per bloccarlo, la Armellin e la Cormaci si sarebbero messe di peso su di lui provocando uno sfondamento toracico. Ma pur accusata di averlo assassinato Patrizia Armellin è ora il suo erede universale. Il testamento di Vaj è stato pubblicato l'altro giorno dopo che la Procura ha deciso di restituire la copia autentica al notaio di Milano che lo aveva in deposito e da cui era stato prelevato un paio di settimane fa dai carabinieri di Vittorio Veneto in esecuzione di un ordine di sequestro, bloccandone sostanzialmente gli effetti civili.

Patrizia Armellin eredita tutto: investimenti, un piccolo fondo depositato in una banca svizzera dal padre di Vaj morto nel 2016, dollari frutto della vendita di un ammontare non determinato di moneta virtuale Bitcoin e il valore di vendita, fatta salva la legittima, di un'auto, un camper e di una barca che il 57enne era intenzionato ad acquistare nel maggio del 2018. Al momento non è possibile stimare il patrimonio che l'uomo avrebbe lasciato alla Armellin. Di certo ci sono solo i 480 mila euro investiti da in polizze risparmio e che, in caso di morte, prevedevano come beneficiario la 52enne. Di una "ingente eredità lasciata dal padre" parla invece la coniuge di Vaj Roberta Bencini che accusa la Armellin e la Cormaci di aver commesso l'omicidio proprio per entrare in possesso dei suoi soldi.

«Paolo voleva lasciare la Armellin - ha spiegato la Bencini - lo aveva scritto anche in messaggi su WhatsApp agli amici e al proprietario del campeggio in Grecia dove trascorreva le vacanze. Ma quella volta aveva deciso di andarci da solo perché con la 52enne aveva rotto il legame sentimentale». Una pista, quella del delitto per denaro, che è tra le piste battute anche dal pubblico ministero Davide Romanelli, che oltre al testamento aveva disposto e ha tutt'ora mantenuto anche il sequestro delle polizze.

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