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Un Tordo in gabbia

Un Tordo in gabbia

Tiene due gabbie una sopra l'altra e finisce denunciato per maltrattamenti

La disavventura è toccata ad un 60enne di Crocetta del Montello. Secondo i carabinieri del nucleo forestale gli uccelli che stavano sopra riempivano di escrementi quelli sotto. Il procedimento è finito con la prescrizione

E' rimasto nei cassetti del gip di Treviso per oltre sei anni, poi, una volta saltato fuori, è scattato il decreto penale di condanna. Maltrattamento di animali era quanto riportava il capo d'imputazione: l'accusa era  quella di  aver posto in  casa sua due gabbie per uccelli canori una sopra l'altra. Ma per un 60enne di Crocetta del Montello, che aveva fatto opposizione, il processo si è chiuso stamattina, mercoledì 24 febbraio, con l'estinzione del reato per avvenuta prescrizione.

L'uomo, difeso dall'avvocato trevigiano Gianluca Molin, era al centro di una vicenda quantomeno originale. Nel 2013 infatti era stato denunciato dall'ex fidanzata per stalking. Il procedimento, poi archiviato, conteneva l'indicazione secondo cui il 60enne deteneva in casa delle armi, cosa che aveva spaventato la donna. E così che nella primavera dello stesso anno suonano al suo campanello i carabinieri di Crocetta del Montello, che arrivano a casa sua per una perquisizione. Armi in effetti l'uomo ne deteneva ma erano fucili da caccia tutti regolarmente registrati.

Ma a fianco di una finestra dell'ampio soggiorno i militi dell'Arma notano due gabbie, poste una sopra l'altra, con all'interno degli uccelli. Per l'esattezza dei tordi, che "campeggiano" sopra la seconda gabbia che contiene dei merli. Il punto è che le gabbie, che il 60enne dice fossero provvisorie in attesa di trovare del posto dove metterle, erano prive della base della voliera superiore. Risultato: i tordi facevano i loro "bisogni" sulla testa dei merli. E' così che i carabinieri chiamano i loro "colleghi" del reparto forestale, che fanno rapporto e denunciano l'uomo per maltrattamenti.

«La detenzione degli  animali avveniva in condizioni incompatibili con la loro natura», si legge nella denuncia. E per l'uomo si è spalancata la prospettiva di essere condannato da 1 e 3 anni, oltre a dover pagare una multa da 3.000 e 15.000 euro. Ma tutto il procedimento nasce viziato dai tempi della prescrizione, che sono di 6 anni. Al giudice, stamattina, non è rimasto che prenderne atto.
     

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