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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Mogliano Veneto

Rifiuta di restituire denaro a cliente: viene pestato e rapinato

La lite è scoppiata per un telecomando non funzionate. L'aggressore del negoziante è stato identificato dopo un mese e mezzo

Picchiato e derubato per un telecomando non funzionante. Violenza ingiustificata in un negozio di Mogliano Veneto, dove un negoziante di 60 anni è stato aggredito da un cliente e rapinato.

L'episodio risale all'8 novembre scorso, ma è emerso solo ieri, a conclusione delle indagini dei Carabinieri di Treviso. Verifiche incrociate, controlli e rilievi fotografici hanno permesso di risalire al responsabile dell'aggressione.

Oggetto del contendere era stato un telecomando universale costato 30 euro. L'aggressore, un nigeriano di 25 anni con precedenti per furto, aveva regolarmente acquistato il prodotto nel negozio di ferramenta di Mogliano, gestito da un sessantenne. Arrivato a casa, però, il cliente si era accorto che il telecomando non funzionava e il giorno successivo si era recato nuovamente al negozio per chiedere il rimborso del denaro.

A quel punto era scattato il litigio. Il commerciante, infatti, si era rifiutato di restituire il denaro al nigeriano, sostenendo che la procedura corretta prevedeva che il telecomando, che era in garanzia, venisse spedito per il controllo in officina e poi, eventualmente, sostituito. Il venticinquenne, affiancato dalla compagna, che non è ancora stata identificata dalle forze dell'ordine, non aveva voluto sentire ragioni e aveva insistito per riavere i 30 euro, spingendo a terra il sessantenne.

Il negoziante si era quindi girato verso la cassa e, a quel punto, la compagna del nigeriano lo aveva bloccato e il venticinquenne gli aveva assestato due pugni allo stomaco e un calcio alle costole. Mentre il sessantenne si trovava a terra senza fiato, il nigeriano ne aveva approfittato per prendere i 120 euro che si trovavano in cassa, uno stendino, una stufetta e un asse da stiro, per poi fuggire con la compagna.

Una volta ripresosi il negoziante aveva chiamato il 112 ma non aveva saputo dire ai militari chi fosse il suo aggressore. Le indagini dei Carabinieri sono durate un mese e mezzo, ma alla fine sono riusciti a identificare il nigeriano, che è stato denunciato a piede libero.

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