Too Young To Drink: parte la campagna dell'Ulss 9 contro l'alcol in gravidanza

Alle 9.09 verrà lanciata online l'edizione 2016, la dot.ssa Riscica: "La Sindrome Feto Alcolica (FASD) è prevenibile al 100% se non si usa l’alcol in gravidanza"

TREVISO In occasione della Giornata Internazionale della Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati, domani 9 settembre - il 9° giorno del 9° mese - alle 09:09 l’Azienda Ulss 9 di Treviso nell’ambito della collaborazione con NOFAS U.S.A. (National Organization on Fetal Alcohol Syndrome) lancerà on line l’edizione 2016 di “Too Young To Drink” (troppo giovane per bere). Campagna ideata  dal team di “Mamma Beve Bimbo Beve”,  progetto coordinato dalla dr.ssa Patrizia Riscica, si basa anche quest’anno su una immagine dal forte richiamo (allegata). La divulgazione avverrà attraverso l’uso dei principali social network per diventare ambasciatori per un giorno (FASD DAY) o per il mese di settembre (FASD MONTH), scattandosi una foto o facendo un video con i materiali della campagna dove piace di più. Le foto e i video realizzati saranno pubblicati e diffusi nei social con gli hashtag #TYTD2016 e #zeroalcolingravidanza, #FASDAY #tooyoungtodrink, #FASDMONTH.

La campagna  - realizzata nell’Azienda sanitaria trevigiana con il partenariato della Regione Veneto e il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità  e della Società Italiana di Alcologia – anche quest’anno gode della collaborazione di Fabrica (centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton) e giunge così alla sua terza edizione. Ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della Sindrome Feto Alcolica e i Disturbi correlati (FASD), una serie di possibili danni causati dall’esposizione prenatale all'alcol: malformazioni alla nascita, disturbi dell’apprendimento, del comportamento e mentali. La campagna internazionale sui social sarà inoltre supportata e misurata  dell’associazione di Marketing Sociale, presieduta dal prof. Giuseppe Fattori  (Università di Bologna).

“Secondo studi americani – spiega la dr.ssa Riscica -  la Sindrome Feto Alcolica varia tra 0.2 e 1,5 casi ogni 1000 nati vivi in Usa, Svezia e Francia. I Disturbi correlati alla sindrome (FASD) sono attribuibili a 10 neonati su 1000 nati vivi. In Italia (dati 2007) i risultati di uno studio pilota nella regione Lazio indicano un’incidenza della FAS che rapportata alla popolazione generale presenta 3,7 nuovi nati per mille nati vivi; l’incidenza di patologie alcol correlate e di forme minori (FASD) invece è di 40,5 per mille e 20,3 per mille. La FASD è prevenibile al 100% se non si usa l’alcol in gravidanza, le donne fertili, sessualmente attive, che consumano più di 7 bevande a settimana e non usano contraccettivi efficaci, rischiano una gravidanza esposta all’alcol”. 

“Nel 2013 – prosegue - si è rilevato che il 67,7%  delle mamme ha dichiarato di non aver mai bevuto bevande alcoliche, il 5,1 %  ha bevuto 3-4 volte al mese. Secondo “Genitori Più”, il 72,3% dei genitori dichiara di aver avuto informazioni sull’importanza di non bere alcol in gravidanza e in allattamento da un operatore sanitario. Il 44,4% ha utilizzato altre fonti informative (internet in testa, poi media/tv/giornali e i conoscenti/amici/familiari al 3° posto). In questi ultimi anni, anche “Too Young To Drink”, nel nostro paese ha contribuito ad aumentare l’attenzione sulla FASD, soprattutto nel percorso della nascita e dell'assistenza alla coppia genitoriale dal pre-concepimento all’allattamento”.

La campagna “Too young to drink” in questi anni ha risposto al bisogno di informazioni corrette, attivando una rete di organizzazioni partner che ha ormai raggiunto più di 80 organizzazioni in 35 paesi nel mondo.

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