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Tangenziale e Put bloccati per la protesta dei lavoratori: «Fermi noi, fermi tutti!»

Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite: «Nella nostra regione per il Covid si sono persi 60mila posti di lavoro, mentre 420 miliardi di fatturato sono andati in fumo»

Tangenziale e Put di Treviso bloccati, o meglio, rallentati nel traffico per circa una mezz'ora, creando non pochi disagi a chi in quel momento si trovava in auto per recarsi al lavoro o per magari portare i figli al lavoro. Una protesta pacifica, quella di giovedì mattina dell'associazione Veneto Imprese Unite, che ha però avuto come obiettivo quello di sensibilizzare la cittadinanza sull'effetto delle chiusure imposte ai locali e ad altre attività economiche a causa del Covid.

«Oggi probabilmente avrete fatto tardi a lavoro per magari un ingorgo o del traffico non consueto. Ora, invece che inveirci contro per un giorno di ritardo, usate quel tempo per pensare a chi è svariati mesi, se non un anno, che non può più andare a lavorare per le scelte dello Stato - dichiara ai nostri microfoni Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite - Pensate a chi non potrà andarci neanche in futuro perché lo stesso Governo, dopo aver imposto le chiusure, non è stato capace di mettere in atto un piano di sostegno alle aziende degno di questo nome. Prendetevi questa mezz'ora e pensate ai vostri amici e parenti che hanno perso il lavoro per aziende in crisi a causa di una gestione della pandemia che non ha mai cercato di salvaguardare l'economia del Paese».

«Dopo un anno di pandemia, dopo aver investito migliaia di euro per mettere in sicurezza le nostre aziende, dopo aver vissuto un lockdown, dopo esserci sacrificati, dopo aver dimostrato tutta la nostra responsabilità, dopo aver imparato ad essere pazienti, dopo esserci lasciati privare della possibilità di scegliere per le nostre stesse aziende, dopo il periodo più difficile delle nostre vite ci troviamo al punto di partenza» continua Penzo Aiello.

«Dopo un anno la situazione infatti sembra essersi congelata all’8 marzo 2020, con la differenza che le nostre casse ormai sono vuote, che la responsabilità che abbiamo è prima quella di portare il pane in tavola alle nostre famiglie, che non abbiamo più niente da sacrificare se non le nostre vite, ed alcuni colleghi si sono privati persino di quelle - continua Penzo Aiello - Nel 2020 l’Italia, per cause direttamente imputabili alla pandemia, ha perso 240mila aziende e solo in Veneto si sono persi 60mila posti di lavoro, mentre 420 miliardi di fatturato sono andati in fumo e di questi meno del 7% sono stati ristorati. Questi sono i reali numeri su cui ragionare e pare quindi che in questi mesi non sia passato un messaggio importante: se falliscono le nostre aziende, l’Italia intera rischia il default».

«L’emergenza economica è disperata ed i nemici visibili contro i quali ci troveremo presto a combattere una lunga guerra saranno la disoccupazione e la povertà accompagnate dalla disperazione. Ho.Re.Ca., turismo, sport e wellness, commercio, cultura e creatività sono filiere che da sole costituiscono quasi il 50% del PIL del Paese e sembrano essere condannate a morte certa date le misure totalmente insufficienti adottate sinora. Per questo motivo oggi, stanchi ed esasperati da una politica che non tutela (e sembra non aver intenzione di farlo) l’imprenditoria, quella stessa imprenditoria che ha fatto grande il Paese, abbiamo voluto rallentare il traffico lungo il Put e la Tangenziale di Treviso, un gesto simbolico per dimostrare che se ci fermiamo noi si fermeranno tutti» conclude il presidente di Veneto Imprese Unite.

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