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Tragedia al Molinetto della Croda: gli indagati salgono a quattro

L'attuale sindaco di Refrontolo e il presidente della Pro Loco, oltre all'architetto e al geologo che hanno firmato il PAT, accusati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo

REFRONTOLO A distanza di venti mesi dalla tragedia del Molinetto della Croda, e a un passo dalla chiusura delle indagini, la Procura di Treviso ha alzato a quattro il numero delle persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta dell'attuale sindaco di Refrontolo, Loredana Colledel, e del presidente della Pro Loco, Valter Scapol, ai quali si aggiungono l'architetto e il geologo che hanno firmato il Piano di Assetto del Territorio. Gli inquirenti sono giunti alla conclusione che la tensostruttura distrutta dall'esondazione del torrente Lierza non poteva essere montata in quel punto.

Ai quattro indagati è stata inviata la comunicazione della Procura per l'elezione di domicilio e l'eventuale ricorso alla nomina di un legale, preludio all'invio di atti di indagine o di un avviso di garanzia che al momento non è ancora stato spedito a nessuno. Le ipotesi di reato, per tutti, sono quelle di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. L'inchiesta sulla morte Maurizio Lot, collaboratore della Pro Loco di Refrontolo, Luciano Stella, gommista di Pieve di Soligo, Giannino Breda di Falzè di Piave e Fabrizio Bortolin di Ponte della Priula, sembra dunque a una svolta.

Quella sera del 2 agosto 2014 si contarono inoltre 20 feriti, di cui due in maniera grave, e danni ingenti alle abitazioni e a decine di auto che vennero spazzate via dall'acqua. L'area rimase sotto sequestro per 23 giorni e per diversi mesi i periti nominati dalla Procura (un idrologo, un geologo e un ingegnere idraulico) hanno studiato i rilievi urgenti e irripetibili effettuati nell'immediatezza della tragedia. Il loro compito è stato quello di verificare lo stato dei luoghi, analizzare la portata del torrente e stabilire se ci siano state o meno opere di modifica del corso del Lierza che potessero aver causato, anche indirettamente, l'ondata di piena che ha travolto la tensostruttura distruggendola. 

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