Trapianti di organi e tessuti: un'eccellenza trevigiana

Trapianti di organi e tessuti: un'eccellenza trevigiana. Ora dichiarazioni di volontà anche presso i comuni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Treviso, terra dove la sensibilità alla donazione di organi e tessuti si sposa con l’eccellenza clinica nel mondo del trapianto.

Presso l’Archivio Nazionale dei Trapianti  predisposto dal Ministero della Salute, il 41% di tutte le dichiarazioni di volontà espresse da veneti nel 2012 sono di cittadini dell’Azienda Ulss 9 di Treviso.

Un dato importante che corona l’impegno delle strutture specifiche attive in seno all’Ulss trevigiana. Nello stesso anno, infatti, tra le varie attività del Centro Coordinamento Trapianti, si è continuato a mantenere  un elevato numero annuo (57) di trapianti di rene, un’attività di reperimento di organi per il Nit (24 procurati, 22 utilizzati) seconda nel Veneto solo al Policlinico di Verona. Non secondario l’impegno della Fondazione Banca dei tessuti di Treviso che con 5730 tessuti distribuiti a livello internazionale si conferma ai vertici europei. Questa sinergia tra clinica e solidarietà ha spinto l’Azienda Ulss 9, per prima ad avviare una serie di convenzioni coi Comuni del suo territorio in modo che il cittadino possa, compilando il modulo previsto, esprimere la sua volontà riguardo la donazione al momento del rinnovo dei documenti di identità. Hanno già risposto positivamente alcuni comuni ma l’obbiettivo rimane quello di coprire tutti quelli dell’Azienda. La sensibilizzazione alla dichiarazione di volontà per la donazione di organi e tessuti sarà oggetto di un convegno domani al Ca’ Foncello alle 14.30 dal titolo: “Molte vite in un gesto d’amore”.

I dati sull’attività trapiantistica nel 2012 sono stati presentati oggi a Treviso dal Direttore generale dell’Azienda Ulss 9 Giorgio Roberti, affiancato dal Direttore sanitario Michele Tessarin, il Coordinatore del Centro Prelievo e Trapianti Ennio Nascimben, il presidente della Fondazione Banca dei Tessuti Giuseppe Di Falco.

“La legge del 1999 – sottolinea il Direttore generale Giorgio Roberti – prevede un percorso di formalizzazione delle dichiarazioni di volontà mirato al mantenimento di un archivio nazionale presso il Ministero. Delle volontà registrate l’anno scorso, 1318 sono state raccolte nel Veneto. Di queste ben 542 da cittadini residenti nella nostra Azienda sanitaria. Una percentuale (41%) molto elevata che sottolinea l’alto livello di attenzione civica e sensibilità dei trevigiani ma anche premia un lavoro decennale dei nostro professionisti. Oggi a Treviso l’attività trapiantistica è una realtà che si mantiene su livelli elevati, la Banca dei tessuti è un’istituzione a livello internazionale. E’ un capitale di eccellenza che evidentemente è stato fatto proprio dai cittadini che quindi si dimostrano più sensibili che altrove. Per questo riteniamo di doverlo far fruttare ulteriormente ed abbiamo avviato una serie di convenzioni pilota con alcuni comuni dando la possibilità ai cittadini di dichiarare la loro intenzione in materia di donazione al momento del rinnovo dei documenti di identità. I buoni risultati ci inducono a proseguire con l’obbiettivo di estendere la convenzione a tutti 37 i comuni dell’Azienda”.

I comuni che hanno già aderito alla convenzione sono Preganziol, Zero branco, Mogliano Veneto, Casier ai quali si sta aggiungendo Silea. Nel 2012 nell’Azienda Ulss 9 sono state raccolte 542 dichiarazioni di volontà (186 nel 2011, 315 nel 2010), 531 di queste presso i Comuni dove la convenzione era già attiva. Nel dettaglio: Preganziol, 179; Zero Branco, 185; Mogliano Veneto, 167.

“Questi ottimi risultati – conclude Roberti – sono il frutto di un lavoro importante nel quale la sensibilità e la solidarietà dei cittadini, si unisce a quella dei familiari e dei nostri operatori. Non sarebbero possibili, infatti, se da parte di tutti non ci fosse una grande attenzione per la persona ed un grande rispetto per il dolore e la sofferenza. Penso che l’attenzione dei nostri professionisti nei riguardi dei familiari dei donatori sia una delle principali chiavi del successo di questa attività”.

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