Trasporto scolastico, MoM in campo con misure eccezionali per aiutare gli studenti

Il presidente Giulio Sartor: "No a qualsiasi strumentalizzazione. Non serve infatti a nulla aizzare le famiglie, i problemi non dipendono dalla nostra azienda"

TREVISO Il servizio di trasporto pubblico locale garantito in provincia di Treviso è calibrato per rispondere al meglio ai bisogni della clientela. In particolare per il servizio scolastico, che con quasi 21mila abbonati rappresenta il core business dell’azienda, Mobilità di Marca ha, non solo rafforzato le tratte finanziate dalla Regione del Veneto tra i servizi minimi garantiti, ma anche realizzato decine di prolungamenti, con grande sforzo economico e organizzativo, al fine di accompagnare i ragazzi davanti a tutti gli istituti superiori della Marca. “Ciò che non possiamo accettare in questo momento – afferma con fermezza il Presidente di Mom, Giulio Sartor -  è che qualcuno strumentalizzi la situazione, fomentando le famiglie senza nemmeno avere contezza della reale situazione e dell’impegno che l’azienda sta mettendo per rispondere a problematiche che, è inutile nascondercelo, ci sono sempre state ma non dipendono da noi. Bene avrebbero fatto certi amministratori locali, che si ergono a paladini della giustizia, ad informarsi meglio presso i nostri uffici per comprendere lo stato della situazione prima di chiede una convocazione dal Prefetto come ha fatto l’assessore Roberto Menegon, la cui iniziativa non risulta aver trovato sponda in altri Comuni”.

NUMERI ALLA MANO - "I posti a bordo dei mezzi rapportati all’utenza scolastica evidenziano come la programmazione del trasporto in orario invernale sia stata ben verificata e quindi non abbia alcun fondamento la contestazione di cosiddetti sovraffollamenti. Il numero di posti passeggeri offerti dalle corse scolastiche è infatti di 24.207 con 226 bus MOM dedicati cui si aggiungono 61 mezzi di privati, contro un numero di studenti abbonati di 20.990. Da un punto di vista tecnico, quindi, è evidente – spiega il direttore Giampaolo Rossi - che i posti per tutti i nostri passeggeri sono messi a disposizione con un ampio margine. Nonostante l’enfasi mediatica rispetto ad alcune criticità, va altresì evidenziato che, dall’analisi dei reclami giunti nel mese scorso, questi rappresentino solo lo 0,5% rispetto al totale dei servizi quotidianamente realizzati da MoM (64mila corse nel mese di settembre), percentuale che scende allo 0,4% nella fascia del mattino di ingresso scolastico. Nessuno vuole tuttavia minimizzare le situazioni che si sono evidenziate, ma è necessario ribadire che sono state affrontate con contromisure strutturate e realizzate per rispondere efficacemente alle esigenze della clientela”.

Due fattori stanno comunque influendo, da un lato, sull’organizzazione del servizio – non ancora a regime - dall’altro, sulla percezione che l’utenza ha del servizio stesso. L'effetto "Buona Scuola" con relativi problemi di organico, si è tradotto in calendari scolastici ancora provvisori, una situazione che è ben a conoscenza delle famiglie le quali, tuttavia, non possono sapere le ripercussioni che questo ha sul trasporto pubblico locale. Se gli orari provvisori, infatti, sono una “consueta anomalia” delle prime due settimane di scuola, quest’anno si è arrivati ad una situazione mai registrata finora, di orari in variazione per oltre un mese e mezzo: istituti che annunciano uscite anticipate fino alla fine di ottobre, scuole che cancellano il sabato e prolungano l’orario dal lunedì al venerdì, con uscite a metà del pomeriggio. “Siamo sempre a disposizione per il Dirigente scolastico provinciale al fine di migliorare la programmazione dei trasporti scolastici – prosegue il direttore – a tal fine presenteremo al Provveditore un lungo elenco di scuole che stanno mettendo in difficoltà le linee programmate. Nella speranza di una migliore collaborazione, presenteremo inoltre un esempio di buona pratica già adottata da altre province in cui operiamo. A Pordenone, ad esempio, le scuole sono tenute a fornire l’orario scolastico definitivo entro il mese di maggio”.

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C’è poi un aspetto relativo alla qualità percepita del servizio su cui MoM si sta impegnando attraverso una massiccia campagna informativa verso i suoi clienti. “Se, come abbiamo visto dai numeri, è chiaro che il trasporto pubblico non è sottodotato, ma tuttavia permangono delle criticità come studenti che non riescono a trovare posto sui mezzi, la spiegazione risiede nel come questi mezzi vengono utilizzati. Per questo diffonderemo in maniera capillare, scuola per scuola, un vademecum con orari dei trasporti dedicati e regole di buon uso per un corretto utilizzo”. Qualche esempio: non attendere l’ultima corsa del mattino per andare a scuola, quando spesso ci sono 4 o 5 bus a disposizione (se tutti scelgono l’ultimo bus si resta a terra); una volta saliti sul mezzo non sostare all’ingresso impedendo così all’autista di valutare la capienza ma distribuirsi prioritariamente sul fondo per consentire la salita dei prossimi passeggeri. E’ buona norma di convivenza civile non salire con lo zaino in spalle ma tenerlo in mano in salita e poggiarlo poi sul pavimento. Ricordare che l’abbonamento dà diritto all’accesso al servizio ma non ad un posto a sedere: sui bus ci sono posti seduti e in piedi. “Anche il nostro personale sarà chiamato a fare la propria parte, chiederemo ai nostri autisti e accertatori di sensibilizzare l’utenza per governare al meglio la situazione sugli autobus. Diffondere una diversa cultura nell’utilizzo dei mezzi pubblici, siamo certi – conclude Rossi - aiuterà tutti ad ottenere un servizio migliore”.

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