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Il caos lunedì mattina a Montebelluna

Il caos lunedì mattina a Montebelluna

Orario cadenzato, è caos tra treni soppressi, ritardi e pendolari stipati

E' stato inaugurato domenica e sta già facendo infuriare gli utenti. I social network sono inondati di proteste e testimonianze di lavoratori e studenti alle prese con la nuova organizzazione dei convogli

?I nuovi orari dei treni, in Veneto, hanno fatto capolino solo domenica e già tra i pendolari monta la protesta. La prima prova feriale, dopo poche ore, si sta già rivelando un disastro.

Sui social network, nelle scorse settimane, sono nati gruppi e pagine di comitati di pendolari, che nelle prime ore di lunedì stanno raccogliendo le testimonianze di utenti rimasti in stazione, ritardi, treni soppressi e convogli sovraffollati. E il giudizio è unanime:  il nuovo orario cadenzato non funziona.

BUS INESISTENTE - La prima sorpresa per i passeggeri della linea Trieste - Portogruaro - Venezia è arrivata a mezzanotte e venti di lunedì. Il bus navetta che avrebbe dovuto sostituire la corsa soppressa non è mai arrivato. Decine di utenti sono rimasti ore fermi nella città lagunare ad attendere: alcuni si sono arresi e hanno chiamato qualcuno che li andasse a prendere o sono ricorsi ai taxi. Da Trenitalia, secondo i loro racconti, nessuna spiegazione.

RITARDI - Ma l'Apocalisse, secondo quanto riportato dagli utenti sulla pagina Facebook del Comitato Pendolari Veneto Orientale, si è scatenata lunedì mattina.

"Ore 6.49 salgo sull'autobus che mi porta in stazione per prendere un treno che da Treviso mi conduca a Venezia Santa Lucia indicativamente verso le 8. Siccome è il primo giorno del nuovo orario cadenzato ho delle aspettative piuttosto basse - scrive una pendolare trevigiana - Treno delle 7.07 perso perchè, per l'occasione, l'autobus se la prende comoda, ma non importa: c'è un treno che porta 50 minuti di ritardo che sta arrivando e che mi consentirebbe di arrivare abbastanza in orario a Venezia. Lo prendo".

"Il treno va come una scheggia, fa poche fermate e raggiunge la stazione di Mestre in men che non si dica, io commossa per la botta di c... che mi ha colpito di lunedì mattina - prosegue - Mi riprendo dal turbinio delle emozioni e mi rendo conto che il treno non riparte, osservo gli altri esemplari di pendolari con sguardo interrogativo e decidiamo di scendere. Nessun messaggio audio ci aveva avvisato di nulla, l'altoparlante del treno era funzionante perchè la voce metallica ci ha, come sempre, rammentato dei superpoteri del capotreno e dei rischi di viaggiare senza biglietto".

"A Mestre cerco un treno che raggiunga Venezia, ma i messaggi vocali ci ragguagliano solo di treni soppressi, in ritardo, linee interrotte: un'ecatombe. Raggiungo il binario 11 dove dovrebbe arrivare un treno in ritardo che va a Venezia. Quando arriva salgo e mi aggrappo ad un sostegno insieme agli altri sciagurati sul treno, chi non è aggrappato sta telefonando al lavoro che farà tardi. Arrivo a Venezia alle 8.15 e al lavoro alle 8.30 con 30 minuti di ritardo. In fondo - conclude la passeggera - è il primo giorno che mi aspettavo".

I ritardi nel corso della mattinata hanno continuato ad accumularsi, mentre sulla Montebelluna - Treviso i pendolari risentono delle numerose corse sparite dalla tabella oraria.

"Treno 5830 Treviso - Padova - racconta un altro pendolare trevigiano - Un unico minuetto striminzito per una tratta che prima aveva un multipiano da cinque vagoni. A Camposampiero una scolaresca resta a piedi: la gente è in piedi da Treviso. E il servizio è peggiore dato che ci mette un'ora e dieci per arrivare a Padova mentre prima ci impiegava un'ora!".

Il primo giorno di prova del nuovo orario cadenzato si sta rivelando un fallimento nelle ore di punta. In molti, sui social network, se la prendono con la Regione, in particolare con l'assessore Chisso, e promettono di presentargli il conto delle spese extra che sono costretti ad affrontare per raggiungere il posto di lavoro.

IL COMMENTO - "Una figuraccia prevedibile – ha dichiarato il presidente di Legambiente Padova Andrea Ragona – Ho parlato con alcuni ferrovieri la settimana scorsa e loro stessi mi avevano annunciato che con l’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato ci sarebbe stato il disastro. Si parla di rivoluzione ma non c’è nessun interesse a far funzionare il trasporto pubblico".

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