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Un trevigiano a servizio della Camorra per manomettere le slot

Un 35enne a processo: il suo compito era bloccare la comunicazione tra le schede delle slot e il Monopolio di Stato. Ma forse non sapeva

TREVISO — Doveva manomettere le schede delle slot machine piazzate all’interno dei locali «gestiti» dalla Camorra. Lo avevano scelto perchè con queste cose riusciva a cavarsela bene. Era un esperto informatico, le sue conoscenze erano molto avanzate. Il suo compito era bloccare la comunicazione delle schede delle macchinette con il Monopolio di Stato, in modo che lo Stato centrale non potesse conoscere l’ammontare delle somme giocate.

C’è anche un 35enne trevigiano, V.R., coinvolto in un processo a Napoli che vede oltre un centinaio di indagati. Era stato scelto dai Casalesi ed ora è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, truffa ai danni dello Stato e frode informatica. Ma, forse, poteva non sapere di essere finito in quello specifico giro.

Come riportano i quotidiani locali, il 35enne secondo l’accusa doveva bloccare la comunicazione tra le schede delle slot machine e il Monopolio di Stato. Il trevigiano, difeso dall’avvocato Francesco Leone, potrebbe anche non essere stato a conoscenza del fatto di essere al servizio della Camorra.

L’INCHIESTA L’indagine si era conclusa con 57 arresti a luglio del 2013 nell’ambito dell’operazione denominata dagli inquirenti «Rischiatutto». Nel corso dell’inchiesta, che ha visto coinvolti esponenti di spicco della Camorra, vennero sequestrati ben 450 milioni di euro.

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