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Paolo Menoncello

Paolo Menoncello

In carcere dopo due tentate rapine, il 60enne si giustifica: «Non volevo farlo, è stata la disperazione»

Paolo Menoncello ha parlato davanti al gip nel corso dell'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia: «Non è facile avere una vita agiata e poi trovarsi senza nulla». L'uomo rimane per ora dietro alle sbarre della sua cella nel penitenziario di Treviso

«Non è facile avere una vita agiata e poi trovarsi senza nulla. Io non volevo farlo, è stata la disperazione. Sono una persona per bene che ha sempre lavorato e adesso mi trovo a vivere l'incubo della galera, in cui non voglio stare». Lo ha detto Paolo Menoncello, il 59enne finito in carcere dopo essere evaso dagli arresti domiciliari che gli erano stati dati a seguito di ben due tentativi di rapina,  al gip di Treviso nel corso dell'udienza di convalida del primo arresto e l'interrogatorio di garanzia che si è tenuto oggi, mercoledì 7 aprile, nel carcere di S. Bona. L'uomo rimane dietro alle sbarre anche se il suo legale, l'avvocato Federico Vianelli, conta su un ritorno alla libertà quanto prima.

Menoncello nelle scorse settimane si era reso protagonista di due tentativi falliti di rapina, prima alle Poste di Paese e poi ad una banca a Quinto. Se dopo il primo episodio il 60enne era stato denunciato a piede libero, dopo il secondo caso è stato costretto agli arresti domiciliari da cui però martedì mattina è poi evaso. «Volevo  raggiungere un supermercato per garantire la spesa alla madre - ha spiegato al giudice - pensavo di poterlo fare, non volevo commettere un altro reato». 

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