Moglie prigioniera del marito fanatico dell'Islam, picchiata anche quando era incinta

Pur di non farla vestire all'occidentale le imponeva di indossare abiti leggeri tipici marocchini anche d'inverno, quando fuori si gela e dentro casa faceva freddo perché lui non accendeva il riscaldamento

L'ennesimo caso di violenza in famiglia

La casa come una prigione e il marito l'aguzzino che l'ha umiliata, picchiata, costretta alle regole fanatiche di non poter vedere da sola altre persone, non avere amici, dover abbassare lo sguardo quando camminava per strada. Picchiata, anche quando era incinta. E violentata. E' la storia terribile raccontata da una donna marocchina di 26 anni, prigioniera del marito "orco" 39enne che le imponeva le ferree regole secondo cui doveva essere completamente sottomessa a lui. Pur di non farla vestire all'occidentale le imponeva di indossare abiti leggeri tipici marocchini anche d'inverno, quando fuori si gela e dentro casa faceva freddo perché lui non  accendeva il riscaldamento.

Tutto sarebbe avvenuto tra il novembre del 2016 e il febbraio del 2017 a Trevignano. Quello è il periodo compreso tra quando la giovane donna stava portando a termine la gravidanza e i primi giorni di vita del piccolo. Un momento in cui non avrebbe voluto avere rapporti sessuali con il consorte che allora la obbligava: buttata sul letto, afferrata al collo, immobilizzata e stuprata. L'ultima violenza, secondo l'accusa, si sarebbe consumata proprio nel febbraio di due anni. Il bambino aveva pochi giorni quando l'uomo nero reclama i suoi "diritti" coniugali. La scena è sempre la stessa: botte e poi il tentativo di forzarla ad avere rapporti. Ma quella volta la giovane riesce a sfuggire al marito padrone, afferra con sè il neonato, si chiude a chiave nel bagno e riesce a chiamare aiuto.

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«Mi picchiava anche quando ero incinta»: ha raccontato agli inquirenti, spiegando che quelle botte le avevano fatto temere di perdere il bambino. Per quei fatti ora l'uomo, difeso dall'avvocato Paola Miotti, è a processo con l'accusa di maltrattamenti familiari e violenza sessuale. L'udienza di stamattina è stata rinviata al febbraio del prossimo anno per l'assenza, causa malattia, di uno dei giudici che compone il collegio.

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