Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Acqua e gas, 800 in sciopero per il contratto scaduto da oltre 14 mesi

Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati dopo l'esito negativo del tentativo di conciliazione al ministero del Lavoro per ricomporre la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale

TREVISO Venerdì 17 marzo le lavoratrici e i lavoratori delle aziende del settore gas-acqua si fermano per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto ormai da oltre 14 mesi. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil in seguito all'esito negativo - lo scorso 28 febbraio - del tentativo di conciliazione al ministero del Lavoro per ricomporre la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale. Alle assemblee che le tre organizzazioni sindacali di Treviso hanno tenuto in tutti i luoghi di lavoro, a sostegno della vertenza che vede il contratto scaduto ormai da 14 mesi, hanno partecipato molte lavoratrici e lavoratori di Ascopiave AP Reti gas, Bim, AIM, Piave Servizi, Alto Trevigiano Servizi. Lo stato di agitazione con conseguente sospensione di ogni prestazione straordinaria unitamente al blocco delle relazioni sindacali in tutto il settore coinvolge complessivamente nella Marca trevigiana circa 800 dipendenti.

Rilevanti risultano essere le distanze fra parti sociali e e associazioni datoriali che mirano a comprimere i diritti economici e normativi dei lavoratori del settore e a peggiorarne considerevolmente le condizioni di lavoro, sia sul piano normativo che su quello economico. La controparte datoriale infatti ha rilanciato con una serie di proposte peggiorative dei rapporti di lavoro, introducendo norme inerenti il demansionamento professionale dei lavoratori, il superamento dell’indennità uscita turno con mantenimento del solo 50% di quanto maturato con l’anzianità di servizio in turno, attraverso assorbimenti successivi di tale indennità, il drastico abbassamento (al 10% se feriale o al 15% se notturno o festivo) della percentuale di maggiorazione per l’orario straordinario supplementare prestato oltre quello contrattuale fino alla quarantesima ora, la soppressione dell'indennità maneggio denaro-indennità guida e depurazione, il rifiuto di rinviare a livello aziendale l’applicazione dello smart working, l'aumento fino al raddoppio dei tempi utili alla maturazione del livello superiore nel caso di assegnazione a mansioni di più alta professionalità, la richiesta di deroghe con possibilità di adibire il personale a lavori dequalificanti in caso di particolari circostanze (start up e processi riorganizzativi) e la revisione normativa del Codice Disciplinare: inasprimento delle sanzioni e inserimento nel codice disciplinare dello “scarso rendimento” e “non raggiungimento del luogo d'intervento in tempi stabiliti da parte dei lavoratori in reperibilità” quali motivazioni per il licenziamento in tronco. Considerato irricevibili le posizioni espresse dalla controparte le tre organizzazioni hanno proclamato la giornata di lotta.

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