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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Crediti d'imposta con i fondi Pnrr, azienda agricola restituisce al Fisco 120mila euro

Il rimborso è avvenuto al termine di un controllo avviato dai finanzieri del Gruppo di Treviso nei confronti di una realtà, guidata da tre imprenditori, che vanta un fatturato annuo di circa 4 milioni di euro e 25 dipendenti

Avevano utilizzato 120mila euro di crediti d'imposta, ottenuti grazie a beni acquistati con i fondi del Pnrr, per compensare altri debiti che la loro impresa aveva con lo Stato. Al centro dell'indagine delle Fiamme gialle del comando provinciale di Treviso è finita un'azienda agricola trevigiana, guidata da tre amministratori, con un fatturato annuo di circa 4 milioni di euro e 25 dipendenti. L'attività è finita nella rete dei controlli della Guardia di Finanza nell'ambito dei controlli per la "prevenzione e contrasto alle condotte illecite che possono pregiudicare l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza". L'azienda, alla luce dei rilievi mossi dai finanzieri, ha già provveduto a restituire al Fisco 120mila euro.

Il rimborso è avvenuto al termine di un controllo, avviato dal Gruppo di Treviso sulla base di alcuni specifici indicatori di rischio, per verificare il rispetto dei requisiti per ottenere e utilizzare i crediti d’imposta, tra cui il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Nel corso dell’ispezione, infatti, era emerso che la società, pur non essendo in regola con il versamento degli oneri contributivi, ha comunque utilizzato, per il pagamento di debiti tributari e previdenziali, i crediti d’imposta maturati per l’acquisto di alcune nuove attrezzature per la gestione dei terreni di proprietà e la trasformazione dei prodotti agricoli, tra cui un generatore, un carrello, tre trattori di ultima generazione e altri strumenti.

Gli amministratori dell’azienda agricola sono stati, pertanto, denunciati alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di indebita compensazione, che prevede fino a due anni di reclusione. Gli indagati, sul piano penale, anche se la restituzione dei crediti d’imposta non spettanti non estingue il reato, potranno ora far valere dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari la definizione del procedimento amministrativo.

"L’operazione della Guardia di Finanza di Treviso ha avuto il fine di recuperare le risorse finanziarie messe a disposizione dal Piano" si legge in un comunicato "perseguendo il comportamento di chi agisce nel mercato in modo sleale: l’indebito utilizzo di crediti d’imposta, infatti, oltre a danneggiare le casse dello Stato, consente di applicare prezzi altamente competitivi, in danno degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole, costretti a sostenere costi maggiori".

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