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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

Alessandro Ricci aveva l'osso del collo spezzato

Sul cadavere del giovane, ritrovato martedì dopo due giorni di ricerca, era stato effettuato un esame cadaverico esterno che non aveva rilevato segni di una possibile violenza subito. Ma aveva la vertebre cervicali fratturatore. Lunedì verrà affidato l'incarico per l'autopsia

Alessandro Ricci aveva il collo spezzato. Per questo la Procura di Treviso ha disposto l'autopsia sul corpo del giovane 32enne, ritrovato morto martedì all'interno di un sifone pieno d'acqua, tra San Pietro di Feletto e Crevada. Del post mortem è stato incaricato il patologo Alberto Furlanetto, che riceverà l'incarico lunedì prossimo.

Sul cadavere di Ricci era stato effettuato un esame cadaverico esterno che non aveva rilevato segni di una possibile violenza subita. Ma l'osso alla base del collo presenta una vasta frattura. Il pubblico ministero Mara De Donà, che non ha ancora formulato il quesito da porre per l'autopsia, vuole però sapere come Alessandro si sia procurato quella lesione e se la rottura delle vertebre cerebrali sia avvenuta prima o dopo di quando il giovane, che era terminato in acqua, è affogato. Per ora, secondo gli investigatori tutte le piste, da quella del suicidio a un incidente, restano aperte. 

Era l'una della notte quando Alessandro Ricci, che era il figlio adottivo di uno dei titolari della Agribeton, si è separato dall'amico a cui, dopo aver passato la serata insieme a conoscenti, aveva chiesto un assaggio per tornare a Treviso. Al suo rifiuto ha telefonato alla madre, con il cellulare del 32enne che è della provincia di Belluno. Su di giri a causa della quantità di alcolici consumati, Ricci si quindi è incamminato da solo in mezzo ai campi e ai filari delle vigne nella zona di Collalto, finendo per essere perso di vista dall'amico, al quale aveva anche sottratto il telefono.

A questo punto la ricostruzione degli ultimi istanti di vita del giovane diventano un mistero. Ha sicuramente saltato la rete che era stata messa a protezione del canale artificiale e  prima di farlo si è tolto le scarpe, adagiate a ridosso della recinzione. Il punto in cui Ricci si è immerso, o è caduto nell'acqua, ha la profondità di un paio di metri ed è uno scolo con pareti verticali,  prive di un qualsiasi appiglio a cui aggrapparsi. Alessandro potrebbe essersi rotto l'osso del collo scivolando oppure la frattura sarebbe il risultato del trascinamento del corpo, che è stato ritrovato un chilometro più in là, dentro ai sifone.     

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