rotate-mobile
Cronaca

Omicidio di Anica, l'appello della madre: «Trovate il killer, ha distrutto un famiglia felice»

Oggi 29 maggio la donna ha visto il legale messo a disposizione dall'Associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse. Intanto si indaga anche sull'eventuale presenza nella Marca dell'ex marito, un connazionale romeno da cui la giovane si era separata cinque anni fa e che sarebbe arrivato a Treviso per prendersi cura dei figli avuti dalla 31enne

«Lo devono trovare in fretta, ha ammazzato mia figlia e distrutto un famiglia felice». E' l'appello lanciato oggi, 29 maggio, dalla madre di Anica Panfile, la donna 31enne che è stata uccisa a botte e il cui corpo è stato ritrovato domenica 21 maggio sul Piave a Spresiano. «Siamo tutti sconvolti - fa intendere la donna, che è sordomuta e che oggi ha incontrato il legale di fiducia, l'avvocato Stefano Tigani messo a disposizione dell'associazione Penelope (che si occupa di casi di persona scomparse) - la perdita di Anica è un dolore che non si può spiegare. Ma a soffrire di più sono i suoi figli che ora l'ex marito (un romeno da cui la giovane si è separata cinque anni fa) vorrebbe riportare con sé in Romania. Ma la loro vita è qui».

L'avvocato Tigani è già al lavoro per occuparsi della questione che riguarda tre dei quattro figli minorenni della Panfile (la più piccola è invece figlia del nuovo compagno, un italiano di 58 anni). «A breve - dice - cercheremo di coinvolgere gli assistenti sociali del comune di Treviso. Il principio cardine in queste situazioni è che dovrebbe prevalere il benessere dei ragazzi ed è abbastanza evidente che questo non si può realizzare scaraventandoli in una realtà che non è la loro. In questa immensa tragedia in questo momento il destino dei ragazzi è l'unica cosa che conta».

E proprio su V.L., l'uomo con cui era stata sposata e con cui avrebbe avuto anche un rapporto burrascoso, tanto che il romeno, che secondo alcuni amici di famiglia alzava spesso il gomito e sarebbe diventato violento era stato denunciato da Anica per maltrattamenti, si stanno concentrando ora una parte delle indagini. Gli inquirenti al lavoro per risolvere il "giallo" sulla morte della 31enne stanno verificando se V.L. si trovasse effettivamente nel suo paese quando è stata uccisa (presumibilmente il giorno stesso della sua scomparsa, denunciata dal compagno nel tardo pomeriggio di giovedì 18 marzo). Si tratta di un lavoro lungo e anche difficile, fatto di ricostruzioni che potrebbero arrivare dalle fotografie scattate lungo il percorso che avrebbe dovuto compiere per arrivare in macchina nella Marca e di verifiche sui biglietti di bus e treni che l'uomo avrebbe potuto acquistare.

Intanto, mentre prende sempre più piede l'ipotesi che il corpo senza vita della Panfile sia stato gettato in acqua sul canale della Vittoria, che darebbe proprio sul Piave poco lontano dal punto in cui è stata rinvenuta l'altra domenica da un pescatore, si cerca tra le persone che facevano parte della cerchia di conoscenze della giovane. In particolare l'attenzione degli investigatori si starebbe concentrando su un'auto sulla quale, in pieno giorno (erano circa le 16,30 del giovedì "maledetto") Anica sarebbe stata ripresa da una telecamera di video sorveglianza ad Arcade mentre stava salendo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Omicidio di Anica, l'appello della madre: «Trovate il killer, ha distrutto un famiglia felice»

TrevisoToday è in caricamento