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I rilievi della Polizia scientifica sul luogo della tragedia

I rilievi della Polizia scientifica sul luogo della tragedia

Sparatoria a Santa Bona, Domenico Durdevic morto per le gravi ferite

L'autopsia conferma le cause del decesso, provocato dal colpo partito dalla pistola del nipote Branko. Ci vorrà invece qualche giorno per stabilire esattamente il punto d'ingresso del proiettile e quindi determinare l'esatta direzione da cui è stato fatto fuoco

Domenico Durdevic, ferito a morte da un colpo di pistola domenica 8 febbraio e spirato al Ca' Foncello di Treviso lo scorso 15 marzo, è deceduto per le lesioni gravissime causate al cervello dallo sparo partito dall'arma di Branko Durdevic, 36enne nipote della vittima e ora indagato per omicidio volontario. Questo l'esito dell'autopsia sul corpo del 52enne, effettuata oggi lunedì 22 marzo, rimasto ucciso nella tragedia di Borgo Capriolo, a Santa Bona. Adesso ci vorrà però un supplemento di esame per stabilire esattamente il punto d'ingresso del proiettile e quindi determinare l'esatta direzione da cui è stato fatto fuoco.

Dietro alla sparatoria vi sarebbero state delle questioni familiari. Domenico Durdevic era arrivato insieme a due figlie e un genero in Borgo Capriolo a S.Bona da S. Maria della Rovere, dove risiedeva. All'origine della discussione con Branko c'erano le nipotine del 52enne, di cui una vive con la madre in Croazia. Branko è infatti il nuovo compagno della ex moglie di Riccardo Durdevic, figlio di Domenico, che si trova agli arresti presso il carcere di Treviso.

Domenico Durdevic, che avrebbe portato con sé una spranga o un bastone, richiama l'attenzione Branko da sotto casa. Gli chiede di poter vedere la piccola che sta con la madre ma successivamente la discussione si sarebbe allargata alle altre figlie di Riccardo, che stavano invece con il nonno. Branko, che era da poco uscito di galera, a quel punto sale al primo piano della casa ed estrae la pistola. Poi avrebbe sparato alcuni colpi diretti contro contro lo zio. Uno dei questi, probabilmente il secondo partito dalla pistola che Branko Durdevic deteneva illegalmente, centra l'uomo alla nuca.
 

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