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Cronaca Conegliano

Usa uno spray per l'allergia senza accorgersi che è doping, azzurro di nuoto finisce a processo

M.B., che la tempo dei fatti era in forza al Rana Azzurra di Conegliano, avrebbe assunto nel 2018 il tuaminoeptano, una sostanza utilizzata come decongestionante nasale ma bandita agli sportivi

Avrebbe usato del tuaminoeptano, presente anche nei decongestionati nasali, per trovare sollievo da una fastidiosa forma di allergia primaverile, senza sapere però che la sostanza, contenuta nello spray che era stata utilizzata, era condiderata doping. E così, nel maggio del 2018, era stato sospeso con provvedimento della Prima Sezione del Tribunale Antidoping per sei mesi. 

Ma i guai per M.B., residente a Conegliano, oggi 31enne ma che al tempo dei fatti aveva computo 26 primavere, non sarebbero finiti lì. I Carabinieri del Nas hanno infatti trasmesso l'informativa alla Procura di Treviso, che l'ha dapprima messo sotto indagine per uso di sostanze dopanti e poi gli ha inflitto un decreto penale che lo condannava al pagamento di 4.500 euro in sostituzione di due mesi di reclusione. Oggi, 31 marzo,  sarebbe dovuto cominciare il processo con cui il nuotatore, che al tempo dei fatti era in forza alla società coneglianese Rana Azzurra, aveva fatto opposizione. Ma il giudice era lo stesso che, in qualità di gip, aveva emesso il decreto penale di condanna e così, dichiaratosi impossibilitato a proseguire la causa, ha rinviato ad altro ad un altro giudicante. La nuova udienza si terrà in maggio.

M.B., che nel 2017 ha garreggiato ai campionati del Mondo masters a Budapest (ottenendo il 49esimo posto realizzando, nei 200 stile libero, il tempo di 2 minuti e 11 secondi) venne trovato positivo al  tuaminoeptano nel corso di una verifica antidoping. Il giovane disse che non sapeva che la sostanza era vietata e che nel medicinale non era presente nessuna controdicazione per gli sportivi. Ma il  tuaminoeptano è utilizzato anche come farmaco stimolante, avendo la capacità di produrre noradrenalina, che provoca una forte reazione del corpo, che comprende  un aumento della frequenza cardiaca ed aumento del flusso di sangue ai muscoli. E così è arrivata la sospensione.

«Nel processo penale, al contrario di quanto succede con la giustizia sportiva -spiega il suo difensore, l'avvocato Francesco Foltran - serve il dolo specifico, cioè in questo caso la consapevolezza di usare questa sostanza per ottenere i risultati sperati. Fattispecie che invece non esiste: si è trattato di una banale errore, forse dettato dalla superficialità, e lo dimostreremo».     

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