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Furti, rapine, "spaccate": al capolinea le scorribande di una baby gang

Indagine dei carabinieri della Compagnia di Treviso. Cinque i componenti del gruppetto: un 15enne e una 16enne, entrambi originari del veneziano, un 19enne del trevigiano, un 20enne del trevigiano e un 18enne residente in provincia di Venezia

Rubavano auto che poi utilizzavano, con targhe sempre trafugate da altri veicoli, per mettere a segno "spaccate" ai danni di tabaccherie, stazioni di servizio, negozi. Dall'inizio del 2021 (proprio dalla notte di Capodanno) avevano iniziato a colpire soprattutto le zone di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Mogliano Veneto. Spesso immortalavano con il proprio smartphone le loro "imprese", avvenute tra i mesi di gennaio e febbraio. Parliamo di una baby gang di ragazzi "terribili", tutti residenti tra le province di Venezia e Treviso, che è stata sgominata dai carabinieri della Compagnia di Treviso.

I capi d’imputazione, in totale ben 17, sono riferiti a fatti reato di rapina, furto aggravato, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale in concorso attribuiti, a vario titolo, ai cinque giovani destinatari dei provvedimenti restrittivi, rispettivamente: un 15enne per il quale è stato disposto il collocamento in comunità e una 16enne per la quale è stata disposta la misura dell’obbligo di permanenza in casa, entrambi originari del veneziano, F.S., 19enne del trevigiano, G.F., 20enne del trevigiano e E.M., 18enne residente nel veneziano, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre ulteriori tre giovanissimi, ritenuti correi dei cinque citati, risultano indagati in stato di libertà.

La banda di ragazzini terribili, nonostante le restrizioni in atto per il Covid-19, proprio a partire dalla notte di Capodanno e per tutto il mese di gennaio, aveva imperversato con le sue scorribande nella zona di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Mogliano Veneto, secondo un ricorrente modus operandi: furti (e in un caso addirittura una rapina) commessi in danno di proprietari di autoveicoli che poi venivano spesso utilizzati, anche apponendo targhe rubate in precedenza, come “ariete” per compiere “spaccate” ai danni di esercizi commerciali.

Le indagini dei militari dell’Arma trevigiani, coordinate dai pubblici ministeri Andreatta (Treviso) e Dal Pos (Venezia), hanno consentito di fare piena luce, in particolare:

-sulla rapina in data 1° gennaio 2021 in danno del proprietario di un furgone di Preganziol, sorpreso dalla baby gang nel giardino della sua abitazione, percosso con un pugno al volto e quindi derubato della somma di 100 Euro e delle chiavi del veicolo parcheggiato poco distante da casa (i ragazzini avevano agito nel frangente travisati e armati di un attrezzo metallico). Il veicolo veniva rubato nei giorni successivi;

-sui due furti in danno della “Pescheria Amaremare” di Casale sul Sile avvenuti a distanza di pochi giorni, il 10 e il 12 gennaio scorsi, quando i malfattori, dopo aver forzato le porte di accesso dell’esercizio commerciale, avevano sottratto l’incasso e svariati generi alimentari di pregio e si erano dati alla fuga;

-sul furto con “spaccata” ai danni di una tabaccheria di Dosson di Casier, nella nottata del 12 gennaio, quando i giovani avevano utilizzato una BMW rubata in precedenza a Mogliano Veneto e si erano poi dati alla fuga non fermandosi all’alt di una pattuglia di Carabinieri che li aveva intercettati sul Terraglio;

-sul furto con “spaccata” ai danni di una tabaccheria di Casale sul Sile, nella nottata del 29 gennaio u.s., quando i malfattori si erano impossessati di tabacchi e valori,

oltre ad una decina di furti di autoveicoli, targhe e materiale vario (monopattino, bicicletta, attrezzi da lavoro, generi alimentari ed altro) asportati da garage e parcheggi pubblici e di private abitazioni del trevigiano. 

Nei provvedimenti cautelari emessi è stata evidenziata la spavalderia degli indagati, incuranti della gravità delle loro condotte e dei danni causati agli esercizi commerciali, nell’impiego, anche in pieno giorno, oltre che per compiere le azioni predatorie, di auto via via rubate, addirittura “documentando le loro scorribande effettuando numerosi video e foto con i cellulari che poi si sono scambiati ed inviati (…) con senso di assoluta impunità”.

«Un quadro indiziario allarmante fatto di azioni predatorie incuranti delle ripercussioni sulle vittime, dei danni agli esercizi commerciali e delle limitazioni di movimento date dall'emergenza sanitaria. I Carabinieri e la Procura di Treviso e quella dei Minori di Venezia hanno svolto un meticoloso lavoro d'indagine che ha condotto alle misure cautelari a carico del gruppo di giovani»: così il Comandante Provinciale Carabinieri di Treviso, Colonnello Gianfilippo Magro, a commento dell'operazione odierna dell'Arma che ha consentito di disarticolare una baby gang attiva nel territorio della Marca Trevigiana.

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