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Assalti ai bancomat in Belgio, giostrai della mala veneta estradati

Radames Major, Maurizio Brusadin e Gjarvjs Major sono stati consegnati alla polizia federale belga nella mattinata di oggi, venerdì, all’aeroporto di Milano Malpensa

 

Tre giostrai, specialisti negli assalti esplosivi al bancomat, sono stati estradati in Belgio su autorizzazione della Corte di Appello di Venezia. Si tratta di Radames Major, Maurizio Brusadin e Gjarvjs Major sono stati consegnati alla polizia federale belga nella mattinata di oggi, venerdì, all’aeroporto di Milano Malpensa. Gli altri due destinatari di mandato di arresto europeo, Jody e Johnny Major, verranno estradati al termine del primo grado di giudizio italiano. In tutto gli indagati italiani sono sette (cinque dei quali colpiti dal provvedimento): facevano parte di una banda che si è resa responsabile di numerosi assalti ai danni di piu’ istituti di credito in Belgio nel 2019. I malviventi erano gia’ nel mirino delle indagini in atto dei carabinieri di Treviso e Padova, che stavano indagando su diversi “colpi”, sistematicamente commessi con la tecnica della “marmotta esplosiva” anche nel triveneto, che avevano fruttato bottini per circa 600mila euro.

Sono stati così smascherati Radames Major detto “Mario l’egiziano”, ben noto alle cronache per i suoi trascorsi criminali contigui alla "Mala del Brenta", Maurizio Brusadin e Gjarvjs Major ai quali il giudice istruttore del tribunale di prima istanza della provincia di Hainaut, divisione di Charleroi in Belgio, gia’ firmatario di un mandato di arresto europeo, contesta l’associazione per delinquere per plurimi reati contro il patrimonio commessi con armi ed esplosivi nel periodo marzo-settembre 2019.

I tre facevano parte di un sodalizio criminale che si era organizzato per vari assalti ai danni di istituti di credito, tratti in arresto il 24 settembre 2019 al termine di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Padova, che aveva informato l’autorita’ giudiziaria belga dei concomitanti reati commessi anche in quel paese. la collaborazione internazionale tra le autorità giudiziarie e i carabinieri e la polizia federale belga aveva consentito di delineare i contorni e i vari coinvolgimenti, consentendo in contemporanea l’arresto in Italia e Belgio e ben 11 persone tra cui una donna.

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