Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Bilanci comunali, SPI CGIL: “I cittadini pagano su tutti i fronti”

Il segretario generale, Paolino Barbiero: “Contrazione delle entrate tributarie e dei trasferimenti correnti contribuiscono all’arretramento dei servizi a spese dei trevigiani, colpiti, inoltre, da un maggiore carico fiscale”

TREVISO I dati messi a disposizione del Ministero dell’Interno confermano che dal 2008 al 2015 la situazione economica dei Comuni trevigiani è andata peggiorando, trasferendo il dissesto nelle tasche dei contribuenti. Infatti, la riduzione complessiva delle spese e delle entrate tende a equivalersi - le prime diminuite del 22,11% e le seconde del 20,61% -, con quest’ultima percentuale che registra, inoltre, un aumento medio delle imposte locali pari al 27,24%. Questa l’analisi elaborata dal Centro Studi della CGIL di Treviso per il sindacato dei Pensionati.

Nel dettaglio, per gli anni presi a riferimento, il totale delle entrate dei Comuni considerati - 92 su 95, a esclusione di Castello di Godego, Ormelle e Susegana per mancanza del dato - è diminuito di quasi 143milioni di euro, nonostante quelle tributarie ed extratributarie siano aumentate di oltre 93milioni di euro, passando da 341.711.916  del 2008 a 434.800.184 euro del 2015. Ciò significa che sul totale delle entrate la parte di fiscalità locale è in percentuale salita dal 49,32 al 79,05, con un aumento del 41% delle sole imposte tributarie arrivate a quota 308.559.650 euro di prelievo. Oltre a quelle su immobili, servizi indivisibili e altre varie (tassa di soggiorno, pubblicità, occupazione suolo pubblico, etc.), queste comprendono, infatti, anche l’addizionale comunale IRPEF, per la quale nel 2015 i trevigiani hanno versato oltre 15milioni 400mila euro, ovvero il 30,4% in più rispetto al 2008.

I contributi e i trasferimenti correnti da Stato, Regione e altri Enti sono crollati dell’82,55%, dai 166.811.740 euro del 2008 ai 29.108.788 euro del 2015. A questo dato si sommano il forte ridimensionamento dei trasferimenti in conto capitale, scesi del 50,65% - che ha specularmente determinato la contrazione degli investimenti per infrastrutture, acquisto di beni immobili e progetti di lungo termine (-51,51%) -, e della capacità da parte delle Amministrazioni comunali di ottenere prestiti e mutui, per i cui rimborsi si è però arrivati a impiegare oltre il 25% di risorse in più.

A completare il quadro, il dato sulle spese correnti - necessarie per la gestione dei servizi, le manutenzioni e il funzionamento dell’ente (personale, affitti e noleggi, utenze e acquisti) - diminuite per effetto della speding review di circa 56milioni e 500mila euro. Una contrazione che ha influito anche sui servizi erogati ai cittadini, con tagli sull’istruzione, la cultura e il sociale. In particolare, la riduzione delle risorse impiegate per garantire il sistema e la rete dei servizi socio-assistenziali comunali, con oltre 6milioni 200mila euro in meno, nasconde situazioni particolarmente allarmanti - con Sernaglia della Battaglia e Giavera del Montello che perdono rispettivamente il 37,59% e il 52,61%, e il caso emblematico di Paese che con quasi 830mila euro in meno, segna una perdita del 39,21%.

“Questa fotografia - dice Paolino Barbiero, segretario generale SPI CGIL Treviso - impone un ragionamento complessivo, perché dimostra inconfutabilmente che i cittadini stanno pagando il peso della crisi sotto tutti i punti di vista: soffrono la precarietà e la mancanza di prospettive, la caduta del potere d’acquisto e della risposta del territorio alle loro esigenze di lavoratori e pensionati, e allo stesso tempo, quelli che le tasse le pagano, vedono prelevati sempre più soldi dalle proprie tasche. La cultura della fedeltà fiscale, che si traduce in maggiori benefici per tutti, non è un vezzo, ma va trasmessa e promossa dai Comuni stessi, che per ottenere le risorse necessarie all’erogazione dei servizi devono, inoltre, imprimere una svolta sul piano delle aggregazioni, da cui davvero non si può più prescindere, considerato peraltro che un terzo della popolazione si concentra in soli dieci centri della Marca. Una sfida che, all’interno della provincia, guarda oltretutto all’omogeneità dell’imposizione fiscale e, per i servizi alla persona, alla parità delle tariffe con riferimento al reddito Isee”.

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