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Presunti cori su Tiziana Cantone, l'Acd Treviso: "Siamo dalla parte degli ultras"

La società smentisce le accuse. La lettera della Curva Di Maio: "Chi ha diffuso tale notizia,avrà quindi forse,ribadiamo forse,sentito un qualcuno al di fuori dell'impianto sportivo"

TREVISO La società dell'ACD Treviso prende posizione in merito ai presunti cori beceri di cui alcuni ultras biancocelesti si sarebbero resi protagonisti nell'ultima trasferta sul campo del Sedico. "Dopo quanto accaduto -si legge in una nota ufficiale del club- vogliamo comunicare che come società siamo dalla parte degli Ultras del Treviso, e vogliamo smentire assolutamente le infami accuse fatte dai giornali. Come è stato verificato e confermato, nessuno e ribadiamo nessuno dei presenti, tra cui la dirigenza dell’ACD Treviso, la dirigenza dell’Union San Giorgio Di Sedico e rispettivi tifosi hanno sentito i cori contro la ragazza suicida. Chiediamo cortesemente ai signori giornalisti di verificare, per l’obbligo deontologico, se una notizia corrisponde al vero prima di accusare ingiustamente. Altrimenti l’informazione che divulgate diventa solo pettegolezzo da rivista di gossip, come purtroppo è successo in questo caso".

La lettera dei tifosi della Curva Sud Di Maio. Stanchi di dover leggere i soliti fantasiosi articoli, ci sentiamo di dire la nostra in seguito al caso mediatico nato sui giornali. Sappiamo bene di non godere della simpatia della cronaca locale, la quale non perde mai occasione per raccontare le nostre vicende con encomiabile puntualità, ma con relativa precisione. A Sedico non è partito nessun coro riguardante Tiziana Cantone, cosa che confermano i presenti allo stadio. Chi ha diffuso tale notizia,avrà quindi forse,ribadiamo forse,sentito un qualcuno al di fuori dell’impianto sportivo e di certo non identificabile con l’intero gruppo di tifosi presenti. Premettendo che non spetta a noi fare valutazioni su una così complessa vicenda ed il suo tragico epilogo,ci chiediamo il perché vi sia un’ennesima inesattezza nel raccontare ciò che è successo. Chi ha il compito di riportare fatti di cronaca dovrebbe ricostruire l’accaduto,non storpiare la realtà in modo da deviare l’informazione. Tuttavia dato che non è nostro interesse ottenere consensi o lodi da nessuno, tantomeno da quella moltitudine di gente che ama professare la libertà di pensiero e parola, salvo poi indignarsi per un presunto coro da stadio, ci auguriamo che i titoloni d’effetto e gli articoli in questione abbiano permesso ai giornali di vendere qualche copia in più. Probabilmente in città,in Italia o nel mondo non vi era niente di più interessante su cui argomentare. Consci che vi sia un vero e proprio intento da parte dei “giornalisti” locali di screditare tutto ciò che gira attorno al Treviso Calcio, attendiamo un nuovo caso mediatico attraverso il quale questi signori possano dare ulteriore prova della loro rinomata professionalità e fervida immaginazione. Sono forse convinti che raccontare di palloni mancanti, stadi non concessi e cori beceri aiuti a distruggere una realtà scomoda. Non si rendono conto però che il lavorare in questo modo abbia danneggiato unicamente la loro credibilità, rendendoli semplici parolai pagati per scrivere storie a cui non crede ormai più nessuno. Alla prossima….

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