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L'indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza

L'indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza

Fatture false, indagata la regina dei monomarca di "Calzedonia"

Nei guai l'imprenditrice trevigiana Dina Sgarbellotto. L'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Vicenza aveva portato alla luce l'attività di una "cartiera" vicentina considerata una una vera e propria fabbrica di false fatture

C'è anche la nota imprenditrice trevigiana Dina Scarabellotto, titolare di almeno una decina di negozi monomarca del settore dell'abbigliamento intimo sparsi per la provincia tra cui quelli Calzedonia, tra le persone che sono state indagate dalla Procura della Repubblica di Vicenza nell'ambito di una indagine su un colossale giro di fatture false. Utilizzo di falsa fatturazione per operazioni contabili inesistenti il reato che viene contestato alla Scarabellotto, che si sarebbe fatta  produrre contabilità truccata da una azienda "cartiera" del vicentino. Operazioni che per quanto riguarda la Scarabellotto, titolare della Dinamiche Srl, società che ha la sua sede in via Monte Grappa a Castelfranco Veneto, ammonterebbero a diverse centinaia di migliaia di euro. Nei confronti dell'imprenditrice nei giorni scorsi il gip di Treviso ha inoltre accolto la richiesta dei magistrati berici di sequestro preventivo per un valore equivalente a quello delle presunte fatture false.

L'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Vicenza aveva portato alla luce l'attività di una "cartiera" vicentina considerata una una vera e propria fabbrica di false fatture; documenti contabili di acquisto che venivano "venduti" a imprenditori che in questo modo potevano portare a bilancio operazioni in uscita inesistenti, andando così ad abbattere l'attivo con ingenti poste passive in maniera tale da erodere l'imponibile soggetto a tassazione. Inoltre l'utilizzo di false fatture permetteva anche di scaricare costi relativi all'Iva, generando un ulteriore abbattimento dei ricavi e quindi delle imposte da versare. Questo sarebbe stato, nelle ipotesi accusatorie, il meccanismo utilizzato dalla Scarabellotto, la cui società si occupa della gestione di negozi affiliati a catene monomarca del settore dell'abbigliamento intimo tra cui Calzedonia, per cui la Dinamiche srl gestisce lo store presente a Treviso in Calmaggiore.

Secondo quanto si è appreso a finire sotto sequestro non sarebbe stata la merce presente nei negozi o nel magazzino ma un totale di qualche centinaio di migliaia di euro depositati nei conti della società. Ad effettuarlo sono stati i finanzieri del gruppo Polizia Tributaria di Bassano del Grappa su provvedimento emesso dal giudice per l'udienza preliminare di Treviso. Il difensore di Dina Scarabellotto, l'avvocato bolognese Aldo Meyer, ha già presentato al tribunale una istanza per ottenere il dissequestro dei capitali congelati in favore dell'Erario. La fissazione dell'udienza è attesa per i prossimi giorni.

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