Controllo choc al casello dell'autostrada: fermato camionista ubriaco

Il trasportatore, un 46enne di Conegliano, bloccato al casello di Treviso nord sulla A27: era alla guida con un tasso alcolemico di 1,5 gr/l ed era diretto a Bergamo. Scatta la stangata

VILLORBA Nell’ambito dei consueti controlli al traffico pesante effettuati congiuntamente al personale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’ausilio del Centro Mobile di Revisione, recentemente molto intensificati per effetto degli ultimi gravissimi incidenti che hanno coinvolto mezzi pesanti a Bologna, giovedì mattina intorno alle ore 09, presso il casello di Treviso Nord della A27 una pattuglia del Distaccamento di Vittorio Veneto ha fermato un mezzo pesante composto da trattore stradale e semirimorchio che teneva un’andatura piuttosto irregolare alla guida. Il conducente, quarantaseienne di Conegliano, appariva immediatamente alterato agli operatori che riscontravano subito un forte odore alcolico promanare prima dalla cabina del camion e poi dallo stesso conducente. Sottoposto ad accertamento alcolemico evidenziava alla prima prova un tasso di alcol nel sangue di ben 1,44 g/l e, alla seconda prova, addirittura di 1,54 g/l, il cui valore in netto aumento in poco tempo, come noto, evidenzia una assunzione avvenuta poco prima (ma non immediatamente prima per il tempo necessario all’alcol per entrare in circolazione nell’organismo e poter essere rilevato dallo strumento).

Per effetto del controllo lo stesso veniva denunciato per il reato di cui all’art. 186, comma 2, del C.d.S. aggravato ex art. 186bis, comma 3, del C.d.S. per il fatto di essere conducente professionale nell’esercizio delle funzioni. Peraltro, proseguendo il controllo emergeva che lo stesso era già incorso nel 2009 e nel 2012 in sanzioni penali per guida in stato di ebrezza (quindi con tassi alcolemici superiori a 0,8 g/l!). Il conducente rischia ora sanzioni penali fino a 9 mesi di arresto e 5.000 euro di ammenda oltre alla sospensione della patente di guida (immediatamente ritirata dagli operatori) per 1 anno. Il mezzo pesante, carico con oltre 30 tonnellate di merce di vario tipo (c.d. “collettame”) trasportato per conto di una nota di ìtta di trasporti della Marca, era destinato a Bergamo, con le immaginabili tragiche conseguenze che avrebbe potuto avere un viaggio così lungo effettuato con quel mezzo in quelle condizioni e che l’abilità del personale di Vittorio Veneto ha certamente scongiurato. Nell’ambito dello stesso servizio, gli uomini della Polizia Stradale hanno proseguito i controlli nei confronti di altri 8 mezzi pesanti contestando altre 18 violazioni al C.d.S. 11 delle quali per anomalie relative allo stato d’uso dei camion.

L’attività di controllo sul traffico pesante della Polizia Stradale di Treviso continua assiduamente soprattutto dopo i fatti di Bologna, non a caso, infatti, nei giorni scorsi personale del Distaccamento di Castelfranco Veneto e del Reparto di Treviso specializzati nella materia del controllo al trasporto merci, nell’ambito di mirati servizi di controllo notturno finalizzati al rispetto della normativa nazionale ed internazionale di settore, ha individuato 6 alterazioni dei dispositivi elettronici di registrazione dei tempi di guida e riposo. In particolare in un caso si è trattato della consueta calamita apposta sul bulbo del cambio del veicolo, mentre in altri due casi si è trattato di ben più soffisticati strumenti elettronici di interazione abusiva con il cronotachigrafo azionati manualmente dalla cabina di guida con appositi telecomandi apparentemente identici a quelli che tutti noi possediamo per azionare il cancello elettrico di casa e, dunque, molto complicati da individuare. I citati strumenti di alterazione consentono di circolare senza che il cronotachigrafo registri il movimento del mezzo potendo così guidare molte più ore di quelle consentite dalla legge e senza effettuare le interruzioni necessarie al recupero psicofisico del conducente necessario per evitare i tragici effetti della stanchezza e della distrazione (si pensi al recente incidente di Bologna). Proprio per la potenziale gravità dell’infrazione, le citate alterazioni hanno comportato per i conducenti sanzioni pecuniarie per quasi 2.000 euro ciascuno oltre alla sospensione della patente (immediatamente ritirata) fino a 3 mesi. Oltre alle citate alterazioni, il personale della Stradale di Treviso ha riscontrato altre anomalie relative al mancato o truffaldino utilizzo della scheda di registrazione abbinata all’autista che non consentivano di misurare i tempi di guida e riposo dei conducenti. In particolare in 2 casi la scheda non era stata inserita mentre in un caso era stata inserita la scheda di altro autista. Tali violazioni hanno comportato per i conducenti sanzioni pecuniarie per quasi 1.000 euro ciascuno oltre alla sospensione della patente (immediatamente ritirata) fino a 3 mesi.

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