Semina il panico in città, poi punge con una siringa un carabiniere

Arrestato un marocchino di 26 anni che ieri, mercoledì, si è reso protagonista di vari danni ad uno scooter e a un'auto, un tentativo di scippo ad una signora, minacce ad un barista di piazza San Vito ed infine il ferimento che costringerà il militare, un 54enne, alla profilassi

Il gesto del 26enne

Un pomeriggio di autentica follia quello di cui si è reso protagonista ieri, mercoledì, un cittadino marocchino di 26 anni, H.I., arrestato dai carabinieri di Treviso dopo una serie di episodi, l'ultimo dei quali costringerà un militare della stazione di Treviso, un 54enne, ad essere sottoposto a profilassi contro eventuali infezioni e ai test del caso. Il carabiniere è stato punto dagli aghi di alcune siringhe che il magrebino aveva nascosto, occultati inspiegabilmente nonostante la perquisizione a cui era stato in precedenza sottoposto: aprendo la porta blindata della cella in cui il magrebino era rinchiuso, il militare è stato aggredito e ferito.

Le scorribande del 26enne erano cominciate, poco dopo le 15, nei pressi della stazione di Treviso, in piazzale Duca d'Aosta: qui il giovane, scalzo, a torso nudo e alterato dall'alcool, ha scaraventato a terra uno scooter T Max ed è poi salito sul tettuccio di una Hyunday posteggiata poco distante, danneggiando anche questo veicolo. Il magrebino è stato portato presso il comando provinciale di via Cornarotta dagli uomini del nucleo radiomobile di Treviso, coordinati dal comandate Andrea Caminiti, e dopo aver formalizzato nei suoi confronti una denuncia, è stato poi lasciato libero.

Purtroppo le follie del 26enne non erano terminate. Poco prima delle 18 lo straniero ha cercato di scippare una signora all'esterno del bar "Cos 51" di piazza San Vito e ha poi minacciato il barista che, vedendolo brillo, si era rifiutato di servirgli da bere. «Ti dò fuoco al bar se non mi dai da bere»: avrebbe detto il giovane, nuovamente bloccato dai carabinieri della stazione di Treviso e portato nuovamente in caserma. Qui, prima del ferimento, gli sono stati trovati addosso tre pacchi di biscotti che il 26enne aveva trafugato all'interno de "La confetteria" di via Inferiore.

Il processo per direttissima, in cui sarà difeso dall'avvocato Roberto Noacco, è stata rinviata al prossimo 3 luglio: nel frattempo il marocchino resterà in carcere.

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