Cronaca

Certificato "fantasma" con 2 settimane di malattia, assolto sottufficiale dell'Esercito

Il medico di base non ricordava di averlo compilato. L'uomo, un 43enne in servizio a Treviso, era accusato di falsità materiale commessa  dal pubblico ufficiale in atti pubblico

Un sottufficiale 43enne è stato assolto dal reato di falso in atto pubblico

Un errore di memoria, quello del medico di base, che  poteva risultare fatale ad un sottufficiale dell'esercito, finito a processo con l'accusa di  falsità materiale commessa  dal pubblico ufficiale in atti pubblico. La Procura di Treviso lo accusava di aver "fabbricato" un certificato, caricato sul cloud dello studio di medicina di base, in cui gli venivano assegnati 13 giorni di malattia per una brutta caduta dalla scale di casa. Ma l'uomo, un 43enne in servizio a Treviso, non possiede le competenze in grado di entrare e piratare la pagina internet e oggi è  stato assolto dal Tribunale di Treviso con formula piena perché "il fatto non sussiste".

La vicenda risale all'aprile del 2018 e ha visto coinvolta anche la procura militare. Il 43enne, in servizio a Treviso, aveva presentato un documento in cui si certificava l'avvenuta caduta da una scalinata, con relativa "malattia" per due settimane. Ma la giustizia militare non gli credette e così venne messo sotto controllo il suo pass autostradale, analizzata ogni cellula telefonica agganciata dallo smartphone e posti sotto indagine i suoi spostamenti attraverso l'apposizione di un dispositivo gps che registrava i movimenti dell'auto. L'ipotesi di reato per cui indagarono i giudici militari era truffa ma le verifiche, per quanto accurate, non portarono a nulla, tanto che la posizione del 43enne venne archiviata.

Restava però il certificato firmato dal medico di base, sostituto del dottore a cui abitualmente il sottufficiale si rivolgeva, che non ricordava di averlo redatto. «Non l'ha fatto io» dice inizialmente ai carabinieri, che trasmettono gli atti alla Procura della Repubblica di Treviso che a sua volta invia l'uomo a processo, con il rito immediato, per falso in atto pubblico. Lo spazio web dove vengono registrati i certificati medici è però violabile solo da un esperto che abbia elevate competenze informatiche. «Impossibile che sia stato il mio assistito - ha ripetuto in aule il difensore, l'avvocato Rossella Martin - non ne ha le competenze". Nell'udienza di ieri il medico ha detto di non aver riconosciuto a prima vista il documento. «Ma può essere - ha spiegato - che mi sia sbagliato dato che il militare non era uno dei miei assistiti. Quasi certamente la mia firma è autentica, solo che non mi ricordo di averlo redatto». Quanto basta perché il giudice Leonardo Bianco assolvesse il militare.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Certificato "fantasma" con 2 settimane di malattia, assolto sottufficiale dell'Esercito

TrevisoToday è in caricamento