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Giovedì, 9 Febbraio 2023

Con voli di linea da Malta in Italia: la "tratta" dei clandestini con documenti falsi

L'indagine della Guardia di Finanza di Treviso ha portato all'arresto in Francia, su mandato di arresto europeo, di uno dei trafficanti. Si tratta di uno dei tre guineani coinvolti nell’operazione “Malta’s Passeur”, conclusa nell’ottobre 2021

Attraverso documenti falsi e normalissimi voli di linea da Malta all'Italia, aveva permesso ad almeno 200 stranieri di arrivare clandestinamente nel nostro Paese. Un business ricchissimo (ogni migrante pagava lautamente l'organizzazione) quello che era stato portato alla luce dalle fiamme gialle del comando provinciale di Treviso che nell’ottobre 2021 avevano concluso l’operazione “Malta’s Passeur”. L'inchiesta ha portato ad identificare tre cittadini guineani che erano al centro di questa particolare forma di tratta di esseri umani, ben più "confortevole" per gli stessi migranti che evitavano le ben più pericolose rotte del Mediterraneo e dei Balcani. Nei giorni scorsi i finanzieri trevigiani, in collaborazione del iI Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno, hanno arrestato in Francia, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo disposto dal Tribunale di Treviso, uno degli stranieri a tenere le fila della tratta. L'uomo, insieme ai due connazionali coinvolti, era già stato destinatario, al termine delle indagini, di un provvedimento cautelare che consisteva nell’obbligo di dimora nel comune di residenza, Acerra (Napoli), e di detenzione domiciliare nelle fasce orarie serali e notturne.

La fuga da Napoli verso la Francia: aveva chiesto protezione internazionale

Lo straniero, in realtà, subito dopo la notifica dell’ordinanza disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari di Treviso, si era dileguato dal suo domicilio in provincia di Napoli, rifugiandosi in Francia, motivo per cui il Tribunale di Treviso, nel gennaio 2022, ha disposto la più grave misura cautelare personale della custodia in carcere. È stato così che i finanzieri trevigiani si sono messi sulle sue tracce scovandolo, dopo mesi di ricerche, a Orléans (Francia), dove aveva deciso di presentare domanda di protezione internazionale, pur non avendone diritto. Grazie alla collaborazione della Procura Generale presso la Corte d’Appello d’Orléans e della locale polizia giudiziaria, il ricercato è stato tratto in arresto e, nei prossimi giorni, dovrà comparire innanzi all’Autorità Giudiziaria di Treviso e rispondere del reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

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L'indagine partita da due stranieri fermati con lo stesso passaporto falso

Le indagini che hanno portato all’arresto del trafficante, hanno preso avvio nel dicembre 2019, quando, presso l’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso, furono fermati due clandestini africani, provenienti da Malta, che avevano entrambi lo stesso passaporto contraffatto, la cui identità apparteneva in realtà a una terza persona. Grazie all’incrocio delle informazioni ottenute tramite le intercettazioni telefoniche, l’analisi delle liste passeggeri e delle prenotazioni di volo delle diverse compagnie aeree, la consultazione delle banche dati del Ministero dell’Interno e l’esame dei conti correnti bancari degli indagati, era stato ricostruito il collaudato sistema illecito, ideato dai tre guineani per introdurre clandestinamente in Italia decine di immigrati africani, utilizzando sistematicamente Malta come scalo. Gli stranieri irregolari provenienti dall'Africa, prima di essere definitivamente trasferiti in Italia, venivano infatti condotti nell’isola, dove potevano disporre di un alloggio temporaneo, fornito dagli stessi indagati. Successivamente, sfruttando documenti di identità contraffatti o intestati ad altri soggetti compiacenti, i tre facevano imbarcare gli immigrati a bordo di voli aerei, con destinazione gli aeroporti di Treviso, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Bari, Torino, Orio al Serio, Napoli, Perugia, oltre che a bordo di traghetti diretti a Catania. La tariffa fissata per ciascun ingresso irregolare variava tra i 450 e i 700 euro a clandestino.

La base dell'organizzazione a Napoli

La svolta nelle indagini è arrivata grazie ai documenti sequestrati al ricercato in provincia di Napoli, trovato in possesso di svariati documenti d’identità e passaporti, utilizzati per favorire l’ingresso in Italia dei clandestini. Proprio l’esame di tali documenti, insieme all’analisi del contenuto delle chat rinvenute sul telefono cellulare, è stato possibile ricostruire un numero ben più alto di clandestini introdotti in Italia, pari ad altre duecento persone circa.

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