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Il procuratore capo della Repubblica di Treviso, Michele Dalla Costa

Il procuratore capo della Repubblica di Treviso, Michele Dalla Costa

Processo Compiano, la Procura: «Mascolo è caduto in un grosso equivoco»

Il Procuratore capo Michele Dalla Costa dopo l'assoluzione in abbreviato per la bancarotta fraudolenta della società Assistel: ora si valuta il ricorso nei confronti del gup

Fa ancora discutere l'esito dell'udienza preliminare sul crac del gruppo Compiano da cui l'ex patron Luigi Compiano è uscito con una assoluzione in abbreviato per la bancarotta fraudolenta della società Assistel, istituto di Vigilanza e Autocom e il rinvio a giudizio, ma per appropriazione indebita e non bancarotta, per il caso dei 36 milioni di euro depositati da banche, catene commerciali, supermercati e assicurazioni che avrebbe prelevato dal caveau della North East Service.

«Il gup Angelo Mascolo è caduto in un grosso equivoco - ha detto oggi il Procuratore della Repubblica Michele Dalla Costa - c'è una evidenza probatoria limpida sul fatto che gli ammanchi dal caveau costituiscano una bancarotta fraudolenta per distrazione, lo dicono le carte di una indagine che abbiamo svolto con grande attenzione, considerando anche quella che è stata la ripercussione sociale del default che ha coinvolto il gruppo».

Dalla Costa ha preannunciato che "relativamente all'assoluzione in abbreviato valuteremo il contenuto della sentenza per decidere se ricorrere in appello oppure no" sia per quanto riguarda la sentenza relativa a Luigi Compiano che quella (sempre di assoluzione perché il fatto non sussiste) emessa nei confronti degli ex componenti del Cda della Nes Filippo Silvestri, Angelo Monti, Paolo Ricciardi e Fabrizio Ricoldi.
In merito al rinvio a giudizio per appropriazione indebita, il sostituto procuratore Massimo De Bortoli, il magistrato che ha condotto l'inchiesta, è intenzionato a chiedere in avvio di processo - il prossimo 9 maggio - la riqualificazione del reato, riportandolo alla bancarotta fraudolenta per distrazione. «Il fatto che a garanzia dei prelievi di Compiano la Nes abbia emesso dei propri assegni - ha spiegato il pm - rende evidente che i soldi sono entrati nel patrimonio della società e che quindi ci troviamo di fronte ad un esempio quasi scolastico di bancarotta».

"Sulla stampa odierna -spiega in una nota il sindaco di Treviso, Mario Conte- viene dato particolare risalto agli ultimi risvolti del “Crac Compiano”, con la derubricazione del reato di bancarotta fraudolenta in appropriazione indebita, decisa ieri dal Giudice dell’udienza preliminare di Treviso Angelo Mascolo, per l’ex patron di North East Service Luigi Compiano. Pur non volendo entrare nel merito delle dinamiche processuali, si ritiene che tale decisione sia, se non altro, inaspettata. Dispiace soprattutto per quelle centinaia di lavoratori che, con la crisi aziendale, si sono trovati in mezzo a una strada e con questa decisione restano ancora - e per ora –senza risposte. In questo momento, infatti, sembra che non vi sia alcun responsabile di un dissesto che, purtroppo, ha cambiato le vite di molte famiglie". 

                                                                      

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