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Gli accertamenti svolti nell'atrio di Ca' Sugana

Gli accertamenti svolti nell'atrio di Ca' Sugana

Recapitata a Ca' Sugana una busta sospetta con minacce contro Conte

Una polvere, simile ad antrace, è fuoriuscita dall'involucro e alcuni dipendenti sono entrati in contatto con la sostanza. Portati in ospedale sono stati subito dimessi. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri di Treviso che ora indagano sull'episodio

Una busta sospetta, accompagnata da minacce, è stata recapitata nella tarda mattinata di oggi, lunedì 24 giugno, presso l'ufficio protocollo del municipio di Treviso, a Ca' Sugana. Inizialmente si era ipotizzata anche la presenza di polvere di antrace nella missiva, circostanza che dovrà essere accertata dai test di laboratorio. Sopra il pacco compariva una scritta inquietante, "The end". Sul posto sono intervenuti precauzionalmente i vigili del fuoco di Treviso del nucleo Nbcr e i carabinieri di Treviso che ora indagano sull'episodio per accertare chi sia il mittente.

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Alcuni dei dipendenti sono entrati in contatto con della polvere sospetta e sono stati trasportati in ospedale al Ca' Foncello per accertamenti e sono stati dimessi dall'ospedale nel pomeriggio. «Era rivolto a me questo pacco, c'era sopra il mio nome»: ha riferito il sindaco Mario Conte, da noi interpellato.

L'allarme è scattato alle 10.30 con una telefonata giunta al 115 dall'ufficio protocollo del Comune di Treviso: ad insospettire gli impiegati era stata una busta, giunta con la normale corrispondenza, che conteneva della polvere. Le sette persone che lavoravano all'interno dell'ufficio, in via precauzionale, sono state decontaminate e inviate in ospedale per una profilassi adeguata. L'ufficio è stato chiuso in attesa dei risultati di laboratorio della vera origine di questa polvere.

«Attentati a sedi di partito, minacce di morte reiterate sui muri, adesso anche la polvere bianca che richiama minacciosamente l’antrace. Tira una brutta aria per la libertà e la democrazia. Esprimo tutta la mia solidarietà al sindaco di Treviso, Mario Conte e ai lavoratori del Comune che sono stati coinvolti in questo ennesimo fatto di criminalità». Con queste parole, il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha commentato l’invio al primo cittadino di Treviso di una lettera di minacce contenente anche della polvere bianca, che ha coinvolto alcuni dipendenti del Comune, che hanno dovuto essere portati in ospedale per la profilassi di sicurezza. «E’ un atto di criminalità, e come tale va trattato – aggiunge Zaia – senza che si ceda alla tentazione di derubricarlo a bravata o scherzo di cattivo gusto. Un atto grave anche perché va a colpire un Sindaco, democraticamente e liberamente eletto dai cittadini, e quindi tutta la comunità di Treviso».

«Ho appreso con sgomento la notizia della busta sospetta consegnata questa mattina in Comune a Treviso con scritte intimidatorie e polvere bianca -lo dichiara Massimo Candura, senatore della Lega- Esprimo solidarietà al nostro sindaco Mario Conte, al quale era indirizzata la missiva, e ai dipendenti comunali trasportati in ospedale dopo essere entrati in contatto con la busta. Questi sono atti ignobili, vigliacchi, criminali, che vanno condannati senza se e senza ma: confido che i responsabili di questo gesto vergognoso siano presto individuati dalle autorità. Siamo vicini a Mario Conte e alla sua amministrazione: se pensano di spaventare o intimidire la Lega, si sbagliano di grosso».

«L’intimidazione è sempre vile e repellente. Nel ribadire che il confronto deve sempre essere rispettoso, pacifico e democratico, esprimiamo al Sindaco Conte la solidarietà della CGIL di Treviso». Queste le parole del leader del quadrato risso trevigiano Mauro Visentin alla notizia delle minacce pervenute questa mattina in Municipio a Treviso e rivolte al Sindaco Mario Conte. «Il confronto politico si fa nelle sedi istituzionali deputate e allo scoperto, nelle piazze. Questa è la democrazia. Tutte le forme di intimidazione vanno condannate con decisione, a mio giudizio sono atti vili e repellenti - ha sottolineato Mauro Visentin - nell’auspicio che le forze dell’ordine identifichino i responsabili al Sindaco Conte va la nostra solidarietà per quanto accaduto».

«Massima solidarietà e vicinanza all'amico sindaco Mario Conte» il commento del primo cittadino di Calalzo di Cadore e deputato di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo, dopo la notizia di una busta sospetta recapitata al sindaco di Treviso. «Mario non deve avere paura di questi fatti e continuare nel suo cammino contro l'illegalità nella città di Treviso - commenta De Carlo - Bisogna rafforzare le politiche a contrasto di quelle sacche di illegalità che ancora sopravvivono nel capoluogo trevigiano. Fratelli d'Italia gli sarà vicino in questo percorso: se vuole continuare a lavorare per aumentare la sicurezza della città, noi siamo al suo fianco e può contare su di noi».

«Appena ho saputo della patetica intimidazione subita dal Sindaco di Treviso, Mario Conte, gli ho scritto un messaggio di sostegno, esprimendogli tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza». E' questa la reazione del sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, alla busta contenente polvere bianca recapitata in giornata al collega trevigiano. «Sappiamo che il lavoro del sindaco è difficile e rischioso, ogni nostra scelta e decisione fa scattare commenti e reazioni, anche preoccupanti e intimidatorie. Ma i cittadini civili sono la stragrande maggioranza e sono dalla nostra parte, e così ci sentiamo supportati e protetti: per questo, nonostante i tentativi di spaventarci, nessun sindaco molla mai, e sono sicuro che anche Mario continuerà a lavorare come prima, con il supporto di tutti noi primi cittadini» conclude Massaro.

«Voglio esprimere solidarietà al sindaco di Treviso, Mario Conte, e la massima vicinanza ai dipendenti comunali finiti in ospedale per i controlli, augurandomi che non sia niente di grave e che sia stata solo una provocazione di pessimo gusto». A dirlo è il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni, commentando l’allarme di questa mattina a Ca’ Susegana, con la lettera minatoria indirizzata al primo cittadino e contenente della polvere bianca. «Purtroppo so bene cosa significhi subire minacce e non è certo con questi metodi che si esercita il dissenso. L’opposizione al sindaco e alla sua maggioranza si fa con altri mezzi, in una democrazia non può e non deve esserci spazio per gesti simili». Solidarietà al sindaco Mario Conte, e ai dipendenti comunali ricoverati per la profilassi ospedaliera, arriva dall'associazione dei Comuni della Marca Trevigiana. «È un atto di una violenza inaudita che ancora una volta conferma il fatto che in questo Paese, oggi più che mai, gli amministratori locali sono in prima linea – commenta Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana - A nome personale e dell’istituzione che rappresento, esprimo grande vicinanza al sindaco Mario Conte e a tutta la sua amministrazione. Augurarsi la fine di un amministratore locale significa augurarsi la fine della comunità che rappresenta. Auspico che sia solo il gesto folle di un mitomane e che le forze dell’ordine riescano a individuarlo al più presto e ad assicuralo alla giustizia. Chi amministra le nostre comunità in questo momento storico si trova sulle spalle un lavoro immane in un contesto sfavorevole. Mi auguro che la comunità trevigiana possa percepire il grande lavoro che fanno i sindaci e gli amministratori locali e, alla bisogna, sappia sempre stringersi intorno a loro con comprensione e affetto».

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