In cella per aver devastato l'infermeria delle ex Serena, il gip annulla l'ordinanza

Amadou Toure, gambiano di 26 anni, uno dei quattro della rivolta del 12 giugno, era in carcere anche per i fatti del 1 agosto quando ha strattonato e minacciato un medico e un'infermiera per poi devastare l'infermeria

Una immagine delle ex caserme Serena

Era stato arrestato dopo aver devastato l'infermeria dell'ex caserma Serena e aver aggredito tre infermieri ma l'ordinanza di custodia cautelare per quei fatti è stata dichiarata inefficace.

Amadou Toure, gambiano di 26 anni, è uno dei quattro profughi ospiti del centro di accoglienza delle ex caserme Serena di Dosson di Casier - gli altri sono Mohammed Traore, maliano di 25 anni, Chaka Outtara, ivoriano di 23 anni e d Abdourahmane Signate, 31enne senegalese - arrestati nei giorni scorsi per aver impedito, il 12 giugno scorso, ai 13 operatori di uscire dalla guardiola dove avevano cercato riparo dopo le escandescenze durante una rivolta dei richiedenti asilo. Alcuni sanitari erano stati scaraventati a terra. Fra le persone che sono state minacciate c'era anche la dottoressa Anna Pupo del servizio igiene e sanità dell'Usl della Marca.

Toure era stato raggiunto in carcere dalla seconda ordinanza restrittiva perché era stato precedentemente arrestato per essere andato in escandescenze al centro di accoglienza: in uno scatto d'ira, causato dal fatto di non poter uscire dalla struttura, il 1 agosto ha strattonato e minacciato un medico e un'infermiera per poi devastare l'infermeria. Non contento ha poi cercato di sfuggire all'arresto affrontando con due spranghe di ferro i poliziotti in assetto antisommossa che tentavano di fermarlo.

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Il gip Angelo Mascolo aveva quindi emesso il provvedimento di custodia cautelare nei confronti del giovane africano, residente in Italia da quattro anni e accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente il 26enne era risultato positivo al tampone per il Covid 19 e, messo in quarantena, non ha potuto sostenere l'interrogatorio di garanzia. Ma il 20 agosto scorso Toure è stato dichiarato guarito e così hanno cominciato a decorrere i termini perché si presentasse davanti al Gip. Oggi, trascorsi 7 giorni, il gip Piera De Stefani ha preso atto del fatto che non è stato rispettato il termine di 5 giorni e ha dichiarato l'inefficacia della misura cautelare. Amadou Toure, con gli altri 4, resta comunque in carcere per i fatti del 12 giugno. Gli avvocati difensori hanno annunciato che faranno istanza al tribunale del Riesame.

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