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Cronaca San Giuseppe / Via Noalese

Estorsione al suo ex datore di lavoro: arrestato un cuoco 40enne

L'uomo, di origine casertana e con precedenti per associazione di stampo mafioso e tentato omicidio, lavorava in un ristorante-pizzeria lungo la Noalese a Treviso. I carabinieri hanno eseguito nei giorni scorsi un'ordinanza di custodia cautelare in carcere

Nella sua fedina penale comparivano già reati gravissimi come associazione di stampo mafioso, tentato omicidio e una recente condanna per evasione. Del resto, quasi scherzandoci su, non faceva certo mistero del suo passato criminale. Parliamo di un cuoco 40enne di origini casertane, ex dipendente di un ristorante-pizzeria di Treviso, che nei giorni scorsi è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri di Treviso che hanno eseguito nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di estorsione, minaccia grave e percosse.

I fatti risalgono all'aprile del 2022 quando il ristoratore, titolare del 40enne, si è rivolto ai carabinieri per denunciare il comportamento del dipendente, il cui rapporto lavorativo si è interrotto dopo circa sei mesi. Questi, dopo un’iniziale serena gestione nel rapporto di lavoro, aveva manifestato nel corso del tempo, a fronte di banali questioni, atteggiamenti minacciosi e inspiegabilmente aggressivi verso il proprio datore di lavoro, picchiandolo e minacciandolo di morte. Da qui l'avvio dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Treviso e portata avanti dai carabinieri. Anche nei confronti degli altri dipendenti del locale l’uomo, dalla personalità inquietante, violenta e intimidatrice, avrebbe adottato comportamenti minacciosi, sostenendo di volersi vendicare di presunti torti subiti, “vantandosi” del proprio passato criminale: un giovane collega è stato aggredito mentre un familiare di questi è stato minacciato con un coltello.

La vendita del locale ed il tentativo di estorsione

L’episodio principale alla base delle contestazioni a carico del cuoco è avvenuta quando il proprietario, successivamente a questi eventi, ha maturato l’intenzione di vendere il locale: il cuoco ha procurato un contatto utile con un possibile acquirente e i due hano pattuito che se l’affare fosse andato a buon fine, il 40enne avrebbe ricevuto, per la mediazione, la somma di 10.000 euro. Mentre la trattative era ancora in corso (la vendita alla fine, peraltro, non si è realizzata), il cuoco ha avvicinato una parente del proprietario chiedendo la somma in contanti di 5.000 euro, minacciando che in caso contrario avrebbe fatto fallire l’affare e prospettando di far fare una “brutta fine” ai responsabili.

Intimorita dalla richiesta, la famiglia del proprietario del locale ha consegnato la somma al cuoco (ricorrendo a risparmi personali e alla vendita di monili di proprietà) che tuttavia, un paio di settimane prima della scadenza naturale del contratto di lavoro, nel maggio 2022, si è licenziato, intimando al datore di lavoro il pagamento di stipendi non ricevuti. Gli inquirenti hanno accertato che il 40enne aveva invece già ricevuto interamente la sua retribuzione oltre a trovare prove sia del denaro estorto che delle violenze a cui ha sottoposto sia il datore di lavoro che la sua famiglia.

La finta mediazione del cuoco

Le indagini dei carabinieri hanno dimostrato che la “mediazione” del cuoco per la vendita era stata solo apparente. Il potenziale acquirente del ristorante era infatti venuto a conoscenza della messa in vendita del locale per altre vie, non dal 40enne: quando l’aspirante acquirente si era presentato al ristorante per chiedere informazioni sulla vendita il titolare era assente e quindi aveva potuto parlare solo con il cuoco, che, evidentemente, ne aveva approfittato per far credere poi al proprietario di essere stato lui a reperire il possibile compratore.

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