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Decreto Salvini, doppia espulsione della Questura nel week end

Rimpatriati un cittadino marocchino di 41 anni e un cittadino albanese di 42 anni che vivevano a Spresiano e Motta di Livenza

Lo scorso fine settimana, sono stati espulsi e accompagnati alla frontiera per il rimpatrio nei paesi di origine un cittadino marocchino di 41 anni, residente a Spresiano e un cittadino albanese di 42 anni, residente a Motta di Livenza, richiedenti asilo, entrambi condannati per reati in materia di stupefacenti rispettivamente alla pena di anni 4 e di anni 6 di reclusione. Entrambi sono stati segnalati dal Questore alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Treviso, in case al c.d. “Decreto-Salvini”, in tema di Sicurezza.

La normativa prevede che qualora un richiedente asilo venga condannato per gravi reati quale la detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, il Questore possa intervenire immediatamente, chiedendo la convocazione e la pronuncia in via d’urgenza da parte della Commissione Territoriale Inolre, a partire dall’entrata in vigore del decreto del Ministro, in caso di rigetto della domanda di asilo il cittadino straniero debba essere espulso dal territorio nazionale, anche in pendenza del ricorso contro la decisione. La Commissione Territoriale ha convocato gli stranieri nei giorni immediatamente successivi alla segnalazione e, a seguito del colloquio ha ritenuto non sussistenti i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale o speciale. Il cittadino marocchino, dopo la notifica della decisione della Commissione, è stato trattenuto presso gli uffici di Polizia in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento del Questore di accompagnamento alla frontiera .

Nell’eseguire il trattenimento in Questura in attesa dell’esecuzione dell’espulsione è stata data applicazione ad un’altra norma introdotta dal”Decreto-Salvini”, che prevede che qualora non sia prontamente disponibile un vettore aereo per il rimpatrio del cittadino espulso questi possa essere trattenuto presso gli uffici di polizia su richiesta del Questore inoltrata al giudice di pace che può autorizzare il trattenimento. Dopo l’udienza di convalida, il cittadino marocchino è stato accompagnato alla frontiera di Venezia e imbarcato sul volo per Casablanca. Il cittadino albanese è stato invece sentito dalla Commissione successivamente e dopo la notifica della decisione della Commissione, nella stessa giornata, in seguito all’udienza di convalida dell’accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, è stato accompagnato da personale dei Polizia alla frontiera aerea di Roma per l’imbarco sul volo diretto in Albania.

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